Whatsapp a supporto dei cittadini

Adesso è il tempo della tolleranza e della collaborazione, poi da novembre scatteranno le multe per i trasgressori: è con queste premesse che è stata avviata la riorganizzazione della raccolta differenziata in centro storico a Taormina anche per gli operatori economici. Si tratta di una nuova fase del piano scattato intanto il 3 settembre scorso nelle frazioni. Si va verso una progressiva rivisitazione dell’iniziativa intrapresa in via sperimentale nel 2015 dalla passata Giunta ma che si è allora fermata ad una parte del centro di Taormina e che sin qui non ha raggiunto nemmeno il 20% di adesione al servizio. Il Comune deve cambiare passo per evitare le sanzioni della Regione, che già incombono se Taormina non farà almeno il 35% di differenziata. Per questo il sindaco Mario Bolognari ha effettuato martedì scorso una prima riunione con i commercianti a Palazzo dei Giurati.

“Invito i taorminesi ad una maggiore collaborazione tra cittadini, imprese ed il Comune – ha detto il sindaco Mario Bolognari -. Invieremo un questionario agli operatori per avere informazioni e conoscere le esigenze, in modo da organizzarci meglio tutti quanti. Noi faremo una nuova ordinanza rispetto a quella attuale dell’agosto 2015 e faremo anche un gruppo WhatsApp. Ora abbiamo tuttavia l’esigenza e priorità assoluta di separare l’umido (scarti e avanzi di cucina, crudi e cotto, scarti di pasta, farinacei, pane, riso, filtri di thè, tovaglioli e fazzoletti) dalla indifferenziata e mi rivolgo ai bar e ai ristoranti in primis. Ci sono scadenze da rispettare, altrimenti dovremo pagare un costo altissimo. Sono convinto che ci presenteremo nel 2019 con una situazione migliore per il rispetto delle norme ambientali e per i costi del servizio e la tassazione a carico delle aziende. Daremo un pò di tempo, poi da novembre avvieremo la parte sanzionatoria e multeremo i trasgressori”.

Al momento, a Taormina, il servizio nettezza urbana oggi ha un costo di 4 milioni di euro e viene gestito in via provvisoria dalla Mosema di Mascalucia ma è in atto la gara d’appalto all’Urega per l’Aro Taormina: “L’appalto da 20 milioni di euro, spesa prevista per i prossimi sette anni, sta andando avanti. La Mosema non ha partecipato, hanno presentato offerta invece 12 società. Avremo il risultato entro il 31 gennaio, data in cui scadrà la proroga alla Mosema”, fa sapere Bolognari.

“I dati sono ancora insufficienti – spiega il sindaco -. Il 17,54% di differenziata dei primi sei mesi del 2017 è diventato un 18,83% nel primo semestre 2018. Con questi numeri il Comune, in base ad una ordinanza del governatore Nello Musumeci, sarebbe costretto a trasferire fuori dalla Sicilia e forse all’estero e i propri rifiuti, con tutto ciò che in termini economici comporterebbe. In tempi brevi va raddoppiata la percentuale. Dal 3 settembre abbiamo esteso la raccolta alle frazioni di Trappitello, Chianchitta e Bruderi e Mazzeo perché li le strade sono pianeggianti e facilmente raggiungibili: i primi risultati ci stanno dando ragione e si sta alzando il dato sull’adesione dei residenti. Oggi abbiamo tra le 5 e 7 tonnellate di umido raccolto in queste frazioni ogni giorno e non è poco. La cosa da fare è proprio la separazione dell’umido (cibo) dalla indifferenziata. Si sta cominciando a risparmiare un camion al giorno che va in discarica”.

L’appello del sindaco è agli operatori economici del centro: “A Taormina centro le aziende avevano iniziato bene nel settembre 2015, con un forte impegno, mentre ad oggi la differenziata “zoppica” e necessita di maggiore collaborazione. Rivedremo i punti deboli del sistema, a partire dagli orari perché c’è chi apre le attività troppo tardi la mattina e chi troppo presto, e chi la sera chiude tardi e chi invece prima”.

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