prima condanna per false recensione su Tripadvisor

Federalberghi rilancia la sua battaglia contro le false recesioni su Tripadvisor e nei vari portali turistici specializzati del web dove attraverso commenti fasulli si possono condizionare le valutazioni e le scelte del turista. “Va nella giusta direzione la sentenza del Tribunale Penale di Lecce, che ha inflitto una pena di nove mesi di carcere a uno “spacciatore” di fake reviews, che scriveva e vendeva recensioni false utilizzando un’identità falsa”. E’ questo il commento di Federalberghi in riferimento alla notizia che riporta la decisione avvenuta in Puglia, da parte del Tribunale di Lecce, di condannare a nove mesi di prigione un “truffatore” di recensioni. Si tratta di uno dei primi casi legali in cui si definisce un crimine il fatto di scrivere recensioni false sotto falso nome.

“Non possiamo però dimenticare – prosegue la Federazione degli albergatori – che siamo di fronte ad un problema dalle dimensioni enormi. Né possiamo illuderci che possa essere risolto affidandosi al meritorio lavoro della magistratura o alla buona volontà dei singoli. A nostro avviso, la soluzione non può che risiedere in una robusta affermazione del principio di responsabilità. Il primo passo che i portali devono compiere per radicare un sistema in cui prevalgano le vere recensioni, scritte da veri clienti, che raccontano una vera esperienza, è un deciso stop alle recensioni anonime e ai nickname di comodo”.

La questione interessa tutte le varie destinazioni turistiche italiane e viene seguita con interesse anche a Taormina, capitale del turismo siciliano dove si trovano numerose strutture ricettive, con le aziende del settore spesso trovatesi alle prese con problematiche riguardanti false recensioni penalizzanti la propria struttura. Si tratta, insomma, di una vera e propria problematica che può richiamare talvolta situazioni di “concorrenza sleale”.

La vicenda della sentenza del Tribunale di Lecce è stata dettagliatamente descritta anche da Tripadvisor sul suo sito ufficiale, spiegando che l’azienda è essa stessa parte lesa. Tripadvisor ha citato espressamente il nome dell’azienda pugliese che dal 2015 avrebbe posto in essere l’attività illecita e ha rivelato di aver avviato delle verifiche approfondite sin dall’inizio, raccogliendo prove sulla condotta tenuta. Dal 2005 è in vigore nell’Unione Europea la direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno. La regolamentazione vieta espressamente, ad esempio, la pratica di presentarsi come soggetti privati/consumatori nelle recensioni pubblicate online da parte di imprese o individui aventi interessi commerciali (vedere questa nota del 2015).

I giudici del Tribunale di Lecce, nella loro sentenza, hanno richiamato quanto precedentemente stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenze n. 25774 del 2014 e 18826 del 2013) osservando che l’articolo 494 del Codice penale in materia di “sostituzione di persona” è perfettamente applicabile anche nel caso in cui venisse riscontrata la creazione di profili social o account utente al fine della pubblicazione di recensioni false, con lo scopo di trarne un indebito vantaggio.

C’è quindi la precisa volontà di reprimere tutte le pratiche illecite volte a screditare altrui soggetti e, ad esempio, a migliorare artificiosamente la reputazione di altre attività con l’obiettivo di guadagnare visibilità e trarne un indebito vantaggio, soprattutto economico. Tra i delitti contro la fede pubblica è quindi possibile ascrivere anche quelli collegati con la pubblicazione di recensioni false su Tripadvisor (e altre piattaforme similari) che mirano a ingenerare nei lettori un convincimento difforme dalla realtà dei fatti.

“Ognuno dev’essere libero di esprimere la propria opinione – ha evidenziato Federalberghi – Ma l’azienda che viene recensita e le persone che leggono la recensione hanno diritto di conoscere la reale identità dell’autore e di sapere se sta raccontando frottole o un’esperienza autentica”. “Scrivere una recensione autentica e sapere chi ha scritto un determinato commento è utile per orientare, non solo le scelte consumatore, ma anche le imprese nelle proprie preferenze di investimento. Per questo è importante – concludono gli operatori economici del settore ricettivo – che le Istituzioni preposte agiscano contro le false e/o anonime recensioni che servono solo a distorcere il mercato, a maggiore ragione se della falsità e della menzogna se ne fa un business”.

© Riproduzione Riservata

Commenti