Villaggio Le Rocce visto dall'alto

Il Comune di Taormina prova a frenare l’iter intrapreso dalla Città Metropolitana per la vendita del Villaggio Le Rocce e si prepara a formalizzare una proposta di delibera con la quale in Consiglio comunale la maggioranza proverà a mettere un “vincolo pubblico” sull’oasi naturalistica che si affaccia sulla baia di Mazzarò. La mossa che intende attuare la casa municipale punta a dare seguito ad alcune precedenti deliberazioni fatte dal Civico consesso dapprima nella breve legislatura 2006-2007 in cui era allora sindaco Carmelantonio D’Agostino e poi anche nella passata legislatura 2013-2018, in cui era sindaco Eligio Giardina.

In quest’ultimo caso vi fu un’iniziativa intrapresa allora, con apposito atto di indirizzo, dai consiglieri comunali Piero Benigni, Nino Moschella e Graziella Longo per la tutela del bene. Il sindaco Mario Bolognari ha reso noto nelle scorse ore la volontà dell’Amministrazione, sulla base anche delle deliberazioni degli anni scorsi, di voler intraprendere le procedure finalizzate alla “apposizione del vincolo pubblico che riguarda il “Villaggio Le Rocce””.

Il sindaco metropolitano Cateno De Luca ha ribadito di non voler fare passi indietro e che intende dare corso all’iter dedito alla dismissione del bene, con Le Rocce che si avviano insomma ad una gara d’appalto che consentirebbe all’ex Provincia regionale di Messina di fare cassa su un bene che è rimasto chiuso dal 1972 al 2015. Poi, come si ricorderà, vi fu la breve gestione della Fondazione Fiumara d’Arte che aveva ottenuto la concessione in comodato d’uso gratuito ma la cui attività venne stoppata nel 2017 dalla revoca dell’affidamento disposta con apposita sentenza dal Cga di Palermo.

La prospettiva che vuole impedire il Comune di Taormina è quella della realizzazione di una struttura alberghiera nel Villaggio Le Rocce. Quella stessa prospettiva che, per altro, a suo tempo è stata bloccata dall’Urega quando venne bocciato per due volte l’iter della Città Metropolitana che prevedeva un project financing finalizzato proprio alla nascita di un complesso turistico-ricettivo. Il Comune vuole un utilizzo pubblico, e sulla stessa linea di pensione c’è anche il Comitato “La Voce del Mare”, che ha chiesto alla Regione Siciliana di disporre un’attività ispettiva ed intervenire per bloccare la vendita del bene.

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