Corso Umberto di Taormina affollato di turisti

Torna alla ribalta la querelle sui prezzi troppo alti a Taormina e a riproporre il problema è una email inviata da un turista alla Polizia locale e all’Ufficio di Taormina del Servizio Turistico Regionale. In questa nota un turista lamenta l’assenza di prezzi esposti e un rialzo dei prezzi – nello specifico sulla frutta – a danno del cliente.

“Ho avuto modo di soggiornare qualche giorno presso la vostra cittadina – scrive il sign. Andrea Scarponi -, apprezzandone le bellezze naturali. Con dispiacere non posso dire le stesse cose per i notevoli costi e per la “giungla” organizzativa che ho avuto modo di toccare con mano. Sembra luogo comune che il turista sia un limone da spremere piuttosto che un cliente da tutelare. Parlo di “giungla” perché non ci sono le regole e un turismo d’elite non dura fino all’infinito”.

“Ve lo dice – continua la nota – uno che abita al mare che fino a qualche tempo fa viveva di rendita, poi sono arrivate le mucillagini e adesso sembra il deserto e la vita è cambiata. Non c’è un prezzo esposto e con i miei amici abbiamo “giocato” nei negozietti lungo la Statale vicino a Isolabella a chiedere il costo della frutta, che minuto dopo minuto lievitava da 3 euro e 50 centesimi a 5 euro sia per le pesche che per le arance”.

“Bene – conclude il turista -, ho adempiuto alla mia coscienza, convinto che tanto non cambierà nulla e non volendo scendere a compromessi la prossima vacanza la farò da un altra parte. Auguri per tutto”.

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