Sebastiano Tusa, assessore regionale alla Cultura

La Regione Siciliana predisporrà entro fine anno un bando di gara per la gestione di Palazzo Ciampoli. L’annuncio ufficiale arriva dall’assessore alla Cultura, Sebastiano Tusa, che intende dare una svolta alla situazione del palazzo ristrutturato qualche anno fa dalla Regione e dall’ottobre 2017 sul piano formale in gestione al Comune di Taormina, che però non ha le risorse umane ed economiche per poterlo gestire. Palazzo Ciampoli al momento è chiuso, nell’impossibilità del Comune di dare seguito all’accordo stipulato nell’autunno di un anno fa con l’allora Governo Crocetta, e attende una soluzione che possa consentirne in modo continuativo la riapertura al pubblico.

“Si tratta di un immobile di pregio assoluto sul quale la Regione ha investito a suo tempo procedendo ad opere di ristrutturazione che hanno permesso la riapertura dopo 34 anni – spiega l’assessore Tusa -. Quello sforzo non deve essere vanificato, pertanto vogliamo trovare una soluzione risolutiva in tempi brevi, affinché Palazzo Ciampoli possa essere fruibile al pubblico e affinché possa essere sede di eventi di alto livello culturale”.

Tusa pensa ad un bando di gara, ipotesi della quale si parlava già da qualche tempo e che l’assessore adesso conferma: “Sì, è questa la strada che intendiamo percorrere. La mia idea è quella di proiettarci verso un bando di gara che vogliamo preparare anche con la collaborazione del Comune di Taormina. Vogliamo cercare di lanciare Palazzo Ciampoli nel circuito internazionale dei grandi eventi e dei siti di riferimento dei grandi appuntamenti culturali”. “Nei prossimi giorni parlerò con il direttore generale dell’assessorato – aggiunge Tusa – e vedremo come poter avviare l’iter per il bando di gara. Credo che tra un mese e mezzo o due al massimo potremo anche essere pronti per andare ad indire il bando. Il 2019 può e deve essere l’anno della svolta per Palazzo Ciampoli”.

Si va, dunque, verso una manifestazione di pubblico interesse con l’obiettivo di fare entrare in competizione per la gestione di Palazzo Ciampoli importanti realtà italiane ed internazionale che sarebbero in grado di garantire prestigio e visibilità ad un immobile che da sempre viene visto come una sede ideale per approntare allestimenti culturali di qualità. L’attuale fase di impasse potrebbe essere superata con una soluzione, quella dell’affidamento a privati che dovrebbero essere in grado di valorizzare il palazzo. Si andrebbero, inoltre, ad incentivare al meglio le dinamiche finalizzate al turismo dei beni culturali, dando interessanti risposte alla Città di Taormina, che a sua volta guarda da sempre ad un turismo di qualità.

Palazzo Ciampoli in passato è stato espropriato dalla Regione con un impegno economico di 7 miliardi e mezzo di vecchie lire, per farne un museo etnoantropologico, e che in assenza del vincolo di esproprio potrebbe anche portare in futuro ad eventuali iniziative o un contenzioso proprio da parte degli eredi della famiglia che era titolare di Palazzo Ciampoli. Uno scenario che la Regione, per forza di cose, ha tutto l’interesse a scongiurare e che Tusa vuole definitivamente allontanare puntando sulla previsione di una gara. Palazzo Ciampoli è un bene la cui edificazione risale addirittura al lontano 1412 e che, dopo gli appositi lavori finanziati dalla Regione, dal 2015 è tornato fruibile dopo un interminabile periodo di oblio e di abbandono che l’aveva spinto sull’orlo anche del rischio di alcuni crolli.

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