Vittorio Notarnicola in piazza IX Aprile

Fa discutere la recente decisione del Comune di Taormina di revocare la concessione agli artisti di strada sin qui presenti in centro storico. L’iniziativa in atto rientra nell’ambito dell’Operazione decoro nel centro storico della città, che ha previsto la revoca di “qualsiasi forma di autorizzazione inerente intrattenimento pubblico lungo il centro storico per motivi di ordine e sicurezza pubblica”.

Uno dei destinatari del provvedimento di revoca è il giovane chitarrista Vittorio Notarnicola, che si esibiva con chitarra acustica ed era stato autorizzato in precedenza dal 8 maggio al 31 ottobre. L’artista messinese non fa mistero della sua amarezza ed esprime disappunto per la scelta del Comune: “Gli artisti non tolgono nulla ai commercianti della zona, bensì danno un contributo alla città arricchendola”.

“Taormina è arte, bellezza, cultura e turismo – ha affermato Notarnicola – ma la nuova Amministrazione ha pensato bene di revocare i permessi a tutti gli artisti di strada, che l’avevano ottenuto regolarmente dall’Amministrazione precedente. Io non credo che intrattenere la gente con musica di sottofondo possa ledere l’ordine pubblico, a testimoniare ci sono i vari momenti pubblicati fino ad ora sul Web, la partecipazione e l’atmosfera di unione che si crea nel mio caso suonando”.

“Non è mia intenzione fare polemica, non è solo l’ordinanza a far scaturire in me un senso di incomprensione per determinate scelte ma un susseguirsi di episodi avvenuti nei vari mesi. Taormina è un luogo pubblico e non vedo il motivo di mettere un’ordinanza categorica che vieta categoricamente l’esibizione degli artisti di strada”. Le regole vanno bene ed infatti le autorizzazioni servono a questo.

“Non mi rimane – conclude Notarnicola – che ringraziare la gente che il 26 agosto scorso mi ha applaudito incoraggiandomi e chiedendomi con stupore il motivo del perché mi avessero fatto smontare, dopo l’intervento della Polizia metropolitana che mi ha fatto andar via, ma capisco che facevano il loro lavoro”. E l’artista messinese fa un’ultima amara riflessione: “Neanche Pablo Escobar è stato fermato così tante volte in tre mesi”.

© Riproduzione Riservata

Commenti