Cateno De Luca, sindaco metropolitano di Messina
Cateno De Luca, sindaco di Messina

Il ciclone Cateno De Luca si abbatte anche su Taormina Arte. Il sindaco di Messina non cambia idea e conferma, infatti, la sua “exit strategy” sulla Fondazione TaoArte Sicilia. De Luca lo scorso luglio ha già formalmente attivato la procedura di uscita dall’ente sia per quanto concerne il Comune peloritano che per l’ex Provincia regionale di Messina.

Il Commissario straordinario, Pietro Di Miceli, aveva auspicato “chiarezza in tempi brevi” preannunciando una sua nota “ai partner”, anche per comunicare che “entro il 31 dicembre va completato l’iter costititutivo della Fondazione”. Immediata la replica di De Luca, che rimarca di non essere intenzionato a modificare la sua posizione. “La mia posizione è chiarissima. E sono altrettanto chiari gli atti che stiamo ponendo in essere”, sottolinea il primo cittadino di Messina.

“Non ho avuto ancora il piacere di capire cosa sia Taormina Arte – afferma Cateno De Luca – e non intendo destinare i soldi ed il patrimonio della Città di Messina e della Città Metropolitana per tenere in vita uno dei tanti carrozzoni della politica che farebbe arrossire qualunque mediocre esperto di controllo di gestione aziendale dopo aver analizzato costi e benefici di questo fantomatico ente”.

De Luca, dunque, non arretra e ribadisce l’intenzione di smarcare al più presto il Comune di Messina e l’ex Provincia regionale dalla Fondazione Taormina Arte. Già nelle prossime settimane il primo cittadino di Messina potrebbe, a tutti gli effetti, far arrivare a compimento la procedura.

A questo punto, con la fuoriuscita dei due enti messinesi, rimarrebbero in TaoArte la Regione Siciliana ed il Comune di Taormina. Già in settimana entrante il Commissario straordinario Di Miceli potrebbe scrivere agli attuali soci fondatori della Fondazione Taormina Arte Sicilia ma potrebbe soprattutto effettuare un blitz a Taormina per incontrare il sindaco Mario Bolognari, anche per prendere atto della posizione intransigente di De Luca che non sembra lasciare margini di manovra per un ripensamento.

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