a Taormina ordinanza contro i "butta-dentro"

Nuove disposizioni sul commercio e la ristorazione a Taormina. Il sindaco Mario Bolognari ha infatti disposto la revoca di una precedente ordinanza del 4 settembre 2015 e con una propria ordinanza ha deciso di far entrare in vigore 8 provvedimenti destinati a riordinare il settore dei pubblici esercizi. L’obiettivo è quello di arginare la deregulation delle strade invase di sedie, tavolini, menù e insegne e si proverà soprattutto a stoppare il deprecabile fenomeno dei locali “acchiappa clienti”, dove il personale esercita spessa un’opera di “butta dentro” al passaggio dei turisti.

“A Taormina – spiega Bolognari – si trova ormai un gran numero di pubblici esercizi per la somministrazione di pasti, alimenti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, bar e osterie e si assiste ad una indiscriminata collocazione di espositori di vario genere e forgia, fissi o amovibili, sia all’interno del suolo concesso che nelle strade, utilizzati per la presentazione del menù e per pubblicità varia. Ricorre sempre più spesso l’abitudine di far soffermare i potenziali clienti, non soltanto con il classico saluto ma per dare suggerimenti in merito ai piatti tipici della casa ed ancor più, in diverse occasioni, si assiste al tentativo di convincere i clienti, insistentemente, ad occupare il tavolo. Riveste carattere di importanza l’esposizione del menù, con la presentazione delle varie preparazioni proposte, fondamentale per il successo di un’azienda ma la collocazione di un numero caotico di espositori non è il modo migliore di proporsi al cliente, così come l’insistenza nell’indirizzare lo stesso verso il tavolo, in quanto il turista deve essere messo in condizione di poter orientare in modo chiaro e libero le proprie scelte”.

Nel dettaglio, sulla ristorazione a Taormina il primo cittadino ha deciso il divieto di “far soffermare i turisti al fine di proporre le proprie specialità, forzando la volontà degli stessi nel far occupare i tavoli a tutti i costi”, e pertanto “l’operatore che viola quanto predetto verrà punito con sanzione amministrativa da 25 a 500 euro e con la sospensione dell’attività per un giorno”. “A tutti gli operatori economici – evidenzia Bolognari – si ordina di collocare nel suolo avuto in concessione esclusivamente un numero massimo di due espositori, per la visione del menù o per pubblicità varia, l’operatore che violerà quanto predetto verrà punito con la sanzione amministrativa da 25 a 500 euro e con la sospensione dell’ attività per un giorno”. E’ stato inoltre ordinato “agli operatori economici, che non siano concessionari di suolo pubblico di munirsi, prima della collocazione degli espositori, della concessione per l’ occupazione del suolo e qualora gli espositori fossero a carattere fisso, di munirsi preventivamente del nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza”.

Sempre agli operatori della ristorazione che hanno più di 2 espositori viene disposto di “provvedere, con effetto immediato, all’eliminazione di quelli in soprannumero, compresi menù affissi ai muri, agli infissi ed in sostegni di vario genere”. Gli espositori dovranno “consistere in treppiedi in ferro battuto di colore nero o canna-di fucile”. Sarà vietato “collocare espositori vari su ringhiere, vasi e quant’altro”. Non sarà più possibile posizionare nelle vie che portano ai locali delle candele in cera e/o di oli infiammabili, “sia a tutela dei cittadini” che per “non imbrattare le strade, le scale ed i monumenti”.

Mentre in tutti questi sette casi le sanzioni vanno da 25 a 500 euro di multa, in un’ulteriore circostanza la sanzione si inasprisce: sarà infatti “vietato collocare al di fuori del suolo avuto in concessione vasi, ombrelloni, tavoli, sedie e qualsiasi altro genere di ingombro” e chi non rispetterà tale indicazione verrà punito oltre alla multa sino a 500 euro anche con 3 giorni di sospensione dell’attività.

© Riproduzione Riservata

Commenti