Corso Umberto di Taormina

L’esigenza ormai ineludibile di una svolta, tra l’altro, si sofferma sul boom inarrestabile dei b&b e delle case vacanza, in un contesto per lo più caratterizzato da una deregulation che penalizza gli operatori economici in regola e avvantaggia chi fa concorrenza sleale. Tale problematica interessa da vicino, tra le località siciliane, in primis Taormina, capitale del turismo dell’isola dove si registra una crescita esponenziale di strutture extra-alberghiere.

Si parla, nel dettaglio, della creazione di un codice identificativo di riconoscimento per alloggi, b&b e case vacanza in Sicilia. Uno strumento che dovrebbe combattere l’abusivismo e garantire maggiori tutele per gestori e turisti. La proposta è arrivata anche in seguito all’indagine della Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale, dalla quale erano emerse irregolarità nel 50% dei casi.

Chiediamo quindi – ha detto Picarella – all’assessorato di attivarsi fin da subito per una seria riforma della legge sul turismo che sia più confacente alle necessità attuali, con la chiara e netta individuazione dei soggetti abilitati alle professioni turistiche secondo regole certe. L’analisi fatta dalla guardia di finanza tra il mese di giugno e agosto a seguito dei controlli effettuati su bed and breakfast e appartamenti in affitto, mostrano un quadro preciso di come il settore turistico in generale vive un momento di confusione, dove l’interpretazione delle regole viene spesso utilizzato a proprio piacimento”.

“A pagarne le conseguenze, – ha aggiunto Picarella – non solo solo le attività regolari, che subiscono concorrenza sleale, ma anche i turisti che pensando di risparmiare, spesso incorrono in strutture che evadono il fisco o che non garantiscono la giusta qualità dei servizi. I dati di agosto, dicono che il turismo siciliano ha avuto l’exploit che noi tutti speravamo, ma non possiamo nascondere che le statistiche sono fortemente condizionate dalla piaga dell’abusivismo, non soltanto in riferimento ad alloggi in nero o finti alberghi celati dietro mentite spoglie, ma anche di altri settori legati alla filiera turistica che vivono un momento difficile; come ad esempio molto diffuso il fenomeno di associazioni e singoli soggetti che si improvvisano agenti di viaggio e propongono pacchetti turistici apparentemente vantaggiosi ma in realtà sprovvisti delle necessarie garanzie ed assicurazioni per il consumatore”.

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