Sorrento più intransigente di Taormina

L’imposta di soggiorno in vigore dal 2013 a Taormina frutta, come si sa, 2 milioni e 700 mila euro all’anno nelle casse del Comune. E’ storia altrettanto nota che poi la gran parte (o la quasi totalità) di questo balzello venga spesa per fare quadrare i bilanci anziché per la promozione turistica del territorio. Non a caso nel 2015 gli albergatori taorminesi hanno anche inviato un esposto alla Corte dei Conti per lamentare la situazione e l’organo di controllo ha accolto quell’istanza, ammonendo l’ente locale ad ottemperare ai principi istitutivi della tassa: tuttavia, ad oggi, poco o nulla è cambiato nell’impiego da parte del Comune di queste ingenti risorse.

Ma rimane irrisolto anche il problema dei “furbetti” che non versano la tassa, e qui siamo arrivati a Taormina ad oltre 600 mila euro non pagati nell’arco di cinque anni e mezzo. Somme che, nel complesso, mettono insieme strutture ricettive ed extra-alberghiere. Per non parlare del “sotto bosco” indecifrabile di b&b, case vacanze e affittacamere dove alla presenza degli operatori onesti e in regola, si affianca e si sovrappone quella di parecchi evasori (o elusori che dir si voglia). Si prospettano azioni di recupero nei confronti dei morosi ma, in attesa di una svolta, un esempio illuminato di come si dovrebbe procedere arriva da Sorrento.

Mentre a Taormina c’è chi ha accumulato mancati pagamenti di mesi e anni, a Sorrento, infatti, fioccano le sanzioni per il ritardo nel versamento dell’imposta anche di un solo giorno.

Un albergo che non versava imposta di soggiorno si è visto fare causa dal Comune che ha deciso di procedere per vie legali contro la società alla quale fa capo un noto albergo del posto. In tal caso il Comune avrebbe constatato il mancato versamento, dell’imposta di soggiorno relativamente ai mesi di maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre dell’anno 2017. Il tutto risale all’aprile scorso. Il Comune diffidò il legale rappresentante a versare nelle casse comunali la somma di ben 27.916,50 euro entro 10 giorni dalla notifica. Pagamento che non è stato effettuato e, come si legge, “si è reso necessario, per la tutela degli interessi dell’Ente, promuovere dinanzi alla Magistratura competente ogni utile azione legale finalizzata al recupero di quanto dovuto”.

Ovviamente non mancano anche a Sorrento i “mal di pancia”. Secondo l’Abbac (Associazione dei Bed & Breakfast ed Affittacamere della Campania), “si rischia di penalizzare gli onesti a danno di tanti abusivi che non eseguono alcun adempimento”. L’intervento dell’associazione degli operatori extralberghieri a tutela dei gestori onesti e per richiedere all’amministrazione comunale di Sorrento di condividere un percorso per procedere a revisioni del regolamento e delle modalità di versamento e consentire anche alle locazioni brevi di versare l’imposta. Si chiede anche che siano rivisti i riparti economici dell’imposta e garantiti servizi per gli operatori ricettivi.

“Bene gli accertamenti e i controlli della Guardia di Finanza, che abbiamo anche sollecitato, ma il Comune di Sorrento e la società di gestione del software distinguano i casi dall’omesso versamento ed elusione da chi invece costantemente svolge un ruolo di agente contabile per l’ente senza ottenere alcun minimo ristoro come invece succede in altri territori – fanno ancora sapere dall’Abbac -. Il Comune di Sorrento condivida la necessità di rivedere il regolamento dell’imposta e provveda ad un riparto, anche minimo, degli introiti, per garantire servizi specifici agli operatori ricettivi extralberghieri. Serve maggiore sinergia per offrire servizi condivisi. L’imposta di soggiorno è un obbligo voluto dal Comune ma si rivedano le modalità di versamento, ora ogni 15 del mese, e si organizzi una diversa e più agevole compilazione dei dati da trasmettere oltre a procedere, ove possibile, ad opportune deroghe di tolleranza calmierata per ritardi non in malafede”.

“E’ indubbio che le regole vanno rispettate – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito  –. Ma è necessario anche che si tenga conto che il ruolo di agente contabile, voluto dal legislatore, richiede comunque un impegno notevole per il gestore che non solo deve occuparsi dell’obbligatoria denuncia degli ospiti, ma anche procedere a diverse funzioni spesso onerose per un piccolo gestore che non ha personale di servizio. Nel ringraziare la Guardia di Finanza per il lavoro che svolge e a cui va la nostra sollecitazione ad ulteriori verifiche su tanti immobili turistici senza regole, appare comunque utile raggiungere una sinergia che consenta di qualificare la rete tra gli enti esattori e gli operatori.

Sono tante le storture del sistema – continua Ingenito –. Non va bene impedire ad esempio a gestori di locazioni brevi, di ricevere le credenziali per il versamento dell’imposta di soggiorno. La normativa nazionale ha previsto questa formula ricettiva che seppur oggetto di accese contestazioni, siamo i primi a mettere in discussione per le difficoltà di tutele dei viaggiatori in merito a prescrizioni urbanistiche, accoglienza e concorrenza spesso sleale, è pur sempre una modalità prevista dal nostro Stato come previsto dall’art 4 del DL50/2017. Serve dunque una maggiore sinergia e bisogna venire incontro alle famiglie che rispettando tutte le normative garantiscono flussi economici rilevanti sul territorio, attutendo anche problemi sociali mediante un’economia diffusa e inclusiva”.

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