l'Italia vista dallo Spazio

Una sequenza impressionante di scosse di terremoto sta interessando ormai da alcune settimana le regioni del Centro Sud, dal Molise, al Lazio e alla Campania sino alla Calabria e alla Sicilia. Anche nella giornata di domenica la terra è tornata a tremare con una scossa di magnitudo 4.6 è stata registrata alle 8.29 nel Tirreno meridionale, al largo della Sicilia e della Calabria. L’epicentro, secondo le rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, era a una profondità di 530 chilometri. Per fortuna non ci sono stati danni a persone e cose ma la scossa è stata avvertita da parecchi cittadini.

Gli eventi di queste ore fanno seguito alla forte scossa di terremoto verificatasi giovedì sera in Molise e in Abruzzo. Il sisma, in quella occasione, è stato avvertito, seppure con intensità minore, anche in alcune zone del Lazio e e della Campania. La scossa di magnitudo 5.1, con come epicentro in provincia di Campobasso, non ha provocato danni ingenti nè feriti. Ma rimane tanta paura e l’ansia che si possa di nuovo verificare qualcosa di devastante come i terremoti dell’Aquila, dell’Emilia Romagna, di Amatrice.

La gente si chiede cosa sta succedendo. C’è davvero il pericolo di un terremoto devastante? “Una possibilità piuttosta remota, queste scosse rientrano nella normale attività sismica dell’area”: così risponde il professore Paolo Messina, Direttore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del CNR. “Queste scosse di terremoto rientrano negli eventi naturali in zone che sono sismicamente attive; sappiamo che quella zona del Molise è attiva, si possono verificare terremoti naturali che avvengono in zone che sono sismicamente attive. Quindi si possono attendere terremoti anche di una certa magnitudo come quello di ieri”.

La domanda ora è ci si deve aspettare un terremoto di dimensioni più devastanti come quelli dell’Aquila, dell’Emilia Romagna, o di Amatrice. Secondo il Professore Rossi è una possibilità remota. “No, no. Questo non si può dire perchè non si possono fare previsioni su scosse di terremoto di magnitudo maggiore. E’ una zona in cui avvengono terremoti di magnitudo anche più forte come 5.5, quindi rientrano più o meno nel range dei terremoti che sono avvenuti in questi giorni. Lo sciame sismico si sta piano piano diminuendo come intensità delle scosse, quindi speriamo che il tutto termini nel giro di pochi giorni o di qualche settimana”.

Scosse di terremoto si sono poi registrate nella mattinata del 17 agosto scorso in Molise anche se lo sciame registrato a partire dalla serata di ieri appare in attenuamento. L’ultimo sisma è stato registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 6,12 sulla costa marchigiana con una magnitudo di 2,6 e a 8 chilometri di profondità.

Dal Cnr e dall’Ingv (Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia) gli esperti allontanano lo scenario terrificante che da tempo ipotizza un terremoto violentissimo al sud Italia, con epicentro tra Calabria e Sicilia e che in Calabria rischierebbe di raggiungere i 7,5 gradi Richter.

A sottolineare però la necessità di fare molta attenzione è il sismologo Enzo Boschi, professore emerito all’Università di Bologna che aveva già preventivato delle scosse e localizzate al Sud Italia. Boschi ha affermato con una certa sicurezza scientifica che che la zona adriatica è altamente sismica.

“Appartiene a quelle zone a alta pericolosità, come tutto l’Appenino centrale. Quella parte del Paese è una delle più attive, sotto questo punto di vista, in Italia e in Europa. Ci sono sempre scosse e ci sono sempre state. Anche in periodi apparente calma. Basti ricordare il terremoto dell’Aquila, quello del ’97 in Umbria. Poi ci sono fasi di tranquillità, poi ricomincia. Come è successo nell’agosto del 2016 a Amatrice e poi in ottobre con scosse meno forti, di magnitudo 3.5. Le scosse in questo settore appenninico ci saranno sempre”. Parole che gli ultimi eventi confermano drammaticamente. C’è una incessante attività, un’energia che sta venendo fuori.

Secondo Boschi, in questo momento oltre al centro Italia ad alto rischio sismico c’è anche la Sicilia orientale, parte della Calabria, sicuramente la Campania.

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