uno dei frequenti sequestri di merce abusiva

Il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, ha inviato una nota ai responsabili di area degli uffici di Palazzo dei Giurati e al Comando della Polizia locale che richiama la comunicazione del 5 luglio scorso con la quale il primo cittadino aveva lanciato la cosiddetta “Operazione decoro del Centro Storico di Taormina”.

“In relazione a quella nota – scrive adesso Bolognari – si richiede adesso di essere rassicurati circa il rispetto delle direttive impartite ed in particolare riguardo al punto nel quale si leggeva: “L’indirizzo che con questa nota intendo dare a tutte le strutture comunali è chiaro e inderogabile. Il rilascio di ulteriori autorizzazioni, comunque motivate, non sarà tollerato”.

Inoltre Bolognari richiede di essere informato su quanto sempre in quella comunicazione si raccomandava disponendo allora di “avviare, nelle forme previste dalla legge, la procedura per la revoca delle autorizzazioni già rilasciate per questa stagione estiva”. Si punta, insomma, a fare il punto della situazione e a capire se i provvedimenti richiesti dal primo cittadino sono stati concretamente messi in atto.

“Essendo trascorsi quaranta giorni – spiega Bolognari -, tale informazione assume carattere di urgenza, anche alla luce degli interventi programmati per il controllo di sicurezza e di lotta all’abusivismo, che il Comando di Polizia Locale ha inserito nel Protocollo d’intesa con la Prefettura di Messina. Rimango in attesa di dettagliate ed esaurienti relazioni”.

“Il centro storico della città di Taormina – ha sottolineato il sindaco – è tra le fonti principali dell’economia locale, punto di attrazione dei turisti, luogo simbolico della storia antica e moderna del nostro comune. Per questo motivo bisogna una fisionomia ordinata e un aspetto decoroso a questa porzione del territorio. Il principio ispiratore di questa scelta riguarda sia la bellezza e il pregio delle architetture e dei segni storici in essa contenuti, sia la tutela degli interessi di chi investe economicamente su di essa per realizzare occupazione e reddito. Con questo principio ispiratore, però, entrano in conflitto alcune presenze che non possono più essere tollerate. Mi riferisco a venditori ambulanti, cantanti, suonatori e ballerini, questuanti ed altre forme di attività non compatibili con i luoghi. Tra l’altro, queste presenze non sempre si conciliano con le esigenze della sicurezza, in un contesto caotico e sovrappopolato di per sé”.

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