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La casa municipale valuta una nuova ipotesi per provare a rilanciare la struttura di contrada S.Antonio. L’eventualità di un bando di idee potrebbe consentire all’ente locale di capire se ci sono dei privati interessati ad investire sul Capalc, in termini di gestione e senza che il Comune perda comunque il controllo dell’immobile. Si potrebbero, insomma, ipotizzare alcune soluzioni per la rifunzionalizzazione dell’edificio e a quel punto, sulla base delle varie proposte di chi si farebbe avanti, il Comune andrebbe a valutare quale tipologia di proposta prendere in considerazione per poi indire un successivo bando di gara. Qualcosa bisognerà pur decidere, presto o tardi, perché il degrado si è impadronito del Capalc e nei giorni scorsi è anche tramontata in via definitiva pure l’eventualità di destinarlo a sede delle scuole elementari: sarebbero serviti troppi soldi (che il Comune ad oggi non ha) e questa eventualità non ha convinto i rappresentanti della scuola. Inoltre anche il sindaco Mario Bolognari ha subito ritenuto “impraticabile” l’iter per trasferire in contrada S.Antonio le elementari.

L’incompiuta scuola convitto albergo di contrada S.Antonio è stata valutata, se dovesse essere venduta dal Comune e sottoposta a nuova destinazione urbanistica, 22 milioni 735 mila euro. Nel dettaglio, il valore di mercato dell’edificio, secondo apposito certificato di collaudo, è di 8 milioni 728 mila euro mentre il valore dell’area è di Un milione 720 mila euro, per un totale di 10 milioni 448 mila euro. Ma nelle condizioni attuali chi investirebbe per comprare il Capalc? Quasi certamente nessuno. E allora la pista che potrebbe prendere quota è quella di un bando di idee per sondare il terreno su chi è disposto a fare la propria parte per il rilancio dell’ex scuola convitto albergo.

C’è da tenere conto anche della difficoltà a reperire un finanziamento, ipotesi alla quale il Comune stesso crede assai poco perché come evidenziato dallo stesso sindaco Mario Bolognari sarebbe “imbarazzante” chiedere alla Regione dei fondi per rimediare al disastro che il Comune ha creato in tutti questi anni. Inoltre, a suo tempo, la struttura comunale fu finanziata con un finanziamento della Cassa del Mezzogiorno per la destinazione d’uso di scuola alberghiera e per la formazione professionale, pertanto difficilmente ci si potrebbe discostare da un’analoga tipologia di utilizzo del bene.

Il destino del “mostro dormiente” è ad un bivio. L’enorme edificio realizzato negli Anni Ottanta, che sarebbe dovuto diventare sede di una moderna scuola per le professionalità del turismo, è nel limbo più assoluto. Sino a questo momento non si sono neppure fatti avanti dei privati intenzionati a trasformare l’immobile in una struttura alberghiera. Il Comune potrebbe entrare nell’ordine di idee di vendere il Capalc per poi reinvestire le somme ad esempio nel settore dell’edilizia scolastica: ma questa, per adesso, è una prospettiva complicata e che richiederebbe tempi assai lunghi.

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