Fisascat Cisl chiede maggiori controlli nella ristorazione

L’ombra del dumping contrattuale si addensa sempre più fitta e preoccupante nella ristorazione a Taormina. “Alcune aziende del settore della ristorazione, nel territorio di Taormina e nell’hinterland, applicano ai lavoratori contratti che non rispettano il Ccnl e gli accordi dei sindacati confederali e questa situazione rischia di arrecare gravi danni economici e previdenziali ai lavoratori”. A lanciare l’allarme e a chiedere al contempo maggiori controlli nel primo polo turistico siciliano è il segretario generale della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino che evidenzia la problematica di alcune società operanti nel campo della ristorazione che non applicherebbero ai propri dipendenti i contratti confederali e darebbero luogo ad “una deregulation che può innescare un pericoloso effetto domino che va contro i legittimi diritti dei lavoratori”.

La questione è quella del “dumping contrattuale”, in sostanza, consiste nel fare concorrenza sleale grazie a condizioni contrattuali favorevoli per l’azienda ma sfavorevoli per il lavoratore (salari più bassi, orari di lavoro più lunghi etc). E’ un fenomeno che può sussistere, ad esempio, in alcune realtà che sfruttano i vantaggi fiscali e contrattuali offerti dalla legge, per risparmiare sui costi (soprattutto del lavoro) e non garantiscono ai lavoratori l’applicazione del contratto nazionale di lavoro. Il problema, lamentato anche da Federalberghi nel settore turistico-ricettivo, verte sulle aziende che applicano dei contratti stipulati da organizzazioni sindacali che nel settore risultano “comparativamente meno rappresentative e altre sigle minoritarie”. La Fisascat Cisl ha anche chiesto al Comune di “concedere concessioni come quelle dei suoli pubblici solo a chi applica il Ccnl e tutela i lavoratori”.

“In alcune azienda – spiega D’Agostino – il periodo di prova di un lavoratore dovrebbe essere in realtà, in qualsiasi caso, un periodo di messa in regola comunque come prevedono le vigenti normative in materia. Invece i lavoratori vengono intanto messi in servizio mentre la messa in regola in alcuni casi avviene poi dopo qualche mese. Per non parlare di ulteriori violazioni contrattuali come in primis quella concernente il numero delle ore di lavoro effettive che è chiamato a sostenere un lavoratore in alcune attività del campo della ristorazione”.

“Alcuni lavoratori – evidenzia il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo – vengono assunti con contratti part-time ma lavorano in realtà il doppio del numero di ore pattuite. Auspichiamo, ove possibile, maggiori controlli affinché non vengano arrecati danni a livello contributivo e fiscale non soltanto nei confronti dei lavoratori ma anche ai danni dello Stato. Vogliamo evidenziare, altresì, che si sono anche parecchie aziende virtuose che applicano i contratti nazionali e rispettano gli accordi territoriali e provinciali” e nei confronti di queste realtà virtuose si determina una condizione di concorrenza sleale”.

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