Isolabella, l'ex Villa Bosurgi

E’ braccio di ferro sulla proprietà di Isolabella. Sarà la Corte Suprema di Cassazione a decidere, infatti, il destino dell’isolotto gestito dal Parco di Naxos-Taormina e di cui è titolare l’assessorato ai Beni Culturali. La villa oggetto del contenzioso è quella antistante l’oasi naturalistica (che invece viene gestita dal Cutgana e fa riferimento all’assessorato al Territorio ed Ambiente). E’ infatti in atto un ricorso degli eredi Bosurgi, dei familiari cioè dei vecchi proprietari dell’isolotto che hanno intrapreso un’azione legale finalizzata a riprendere la titolarità della villa a suo tempo espropriata dalla Regione Siciliana.

L’esproprio effettuato dalla Regione avvenne per pubblica utilità con vincolo di destinazione che prevedeva l’istituzione di un museo naturalistico che però nei fatti è rimasto incompiuto e come lamentato dai ricorrenti non è mai stato realizzato e neppure costituito. L’isolotto, e dunque la gestione dell’ex Villa Bosurgi, fa riferimento attualmente al Parco Archeologico di Naxos-Taormina e per l’accesso al “Museo naturalistico regionale di Isolabella” l’utente paga un biglietto singolo di ingresso dell’importo di 4 euro.

Secondo i ricorrenti un vero e proprio museo non c’è e mancherebbe la condicio fondamentale del vincolo di esproprio fatto valere dalla Regione. Nei giorni scorsi sul caso anche il comitato dei residenti de “La Voce del Mare”, attraverso le parole del presidente Giovanni Aucello ha riacceso le polemiche: “Il visitatore ad oggi paga un biglietto di 4 euro per vedere che cosa? Un allestimento vero e proprio del museo che si potrebbe e dovrebbe avere ad Isolabella al momento non c’è”, ha evidenziato Aucello. In sede di Appello il ricorso degli eredi Bosurgi non è stato accolto ed è riuscita invece a prevalere la posizione difensiva dell’assessorato regionale ai Beni Culturali. L’ultimo round della contesa andrà scena in Cassazione in udienza che verrà fissata quanto prima. Si tratta di una causa che si avvia all’atto finale che farà da spartiacque, scrivendo una parola definitiva sulla vicenda.

Isolabella ha una storia che parte da molto lontano fu donata al Comune di Taormina da Ferdinando I di Borbone intorno al 1806. L’isola fu acquistata intorno al 1890 dalla ricca nobildonna inglese, Florence Trevelyan che
sposò poi il chirurgo taorminese prof. Salvatore Cacciola. Alla morte di Lady Treveylan e del marito, l’isolotto andò in eredità al nipote e avvocato Cesare Acrosso che lo vendette alla famiglia Lo Turco. Nel 1954 l’Isolabella – l’area dell’isolotto – venne acquistata per un corrispettivo in lire pari alle attuali 38.000 ₤ dalla famiglia Bosurgi di Messina, che vi realizzò un villaggio con 12 residenze autonome ed una minuscola piscina camuffata fra rocce e piantagioni, al fine di allietare ed ospitare i loro amici imprenditori e banchieri.

La famiglia Bosurgi era proprietaria della Sanderson, storica azienda messinese di trasformazione degli agrumi. Il fallimento di questa nel 1982, aprì la strada alla vendita per asta giudiziaria dei beni di famiglia che garantivano i debiti della società con fidejussioni. Tra questi beni vi era anche l’Isolabella con la sua villa. Una prima asta fu dunque fissata per il 17 ottobre 1984 con una base di cinque miliardi e mezzo di Lire e rilancio minimo di cento milioni, ma andò deserta. L’8 ottobre 1984 intervenne la Regione Siciliana e, su sollecitazione del Comune di Taormina, l’Assessorato regionale dei beni culturali dichiarò Isolabella un monumento d’interesse storico artistico di particolare pregio in quanto «esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale», sottoponendola a vincoli di tutela. Il decreto considerava l’isola come un “monumento naturale”. Una nuova asta il 6 marzo 1985, nonostante la base fosse stata ribassata del 20%, non vide presentarsi nessun compratore, così nel 1990 l’isola fu infine acquistata dall’Assessorato ai Beni Culturali. Dopo 28 anni ora il futuro di Isolabella torna in gioco.

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