Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi Extra-Taormina

Si fa sempre più serrato il dibattito in città sul boom inarrestabile dei B&B e delle Case Vacanza, e più in generale di tutte le varie tipologie di strutture che fanno accoglienza extra-alberghiera e a tal riguardo hanno destato scalpore le recenti parole del presidente di Federalberghi Extra-Taormina, Giovanni Ficarra che provocatoriamente aveva invitato i turisti italiani “ad andare negli hotel, perchè un B&B non può costare quanto un hotel e se chiude un albergo poi è davvero un dramma”. “Ho ricevuto parecchie telefonate per le mie dichiarazioni e alcuni che non hanno forse compreso l’effettivo senso delle mie parole le hanno anche criticate”, rimarca Ficarra che torna sull’argomento.

“Extra alberghiero non è costituito dai soli B&B ma anche dalle case vacanze, residence,villaggi turistici, affittacamere, turismo rurale, case per ferie, agriturismo afferma Ficarra -. Per cui conoscendo bene il settore non mi si può attribuire che le strutture in oggetto dovrebbero fare accoglienza familiare anche perché sono aziende a tutti gli effetti. Esistono società che addirittura gestiscono singolarmente 1000 di camere purtroppo. Parliamo di realtà che alcune regioni italiane gestiscono migliaia di case vacanza. Un dramma per gli effetti che ciò comporta sul mercato e attenzione quindi anche alle dinamiche che si stanno determinando sul nostro territorio, che è il primo polo turistico siciliano”.

“Circa 175 strutture sono in regola e non fanno abusivismo, cosa invece da combattere come ho chiesto da oltre due anni al Comune di Taormina e agli organi di controllo del territorio. Gli abusivi rovinano le strutture ufficiali e non pagano Imposta di soggiorno, addizionale Irpef comunale e regionale. Tutto ciò costringe là strutture ufficiali ad abbassare i prezzi. Tutto ciò fa male al turismo di qualità e serio. Circa la mia dichiarazione che i turisti italiani debbano andare anche negli alberghi è stata fraintesa: esistono anche dei B&B e delle ville che non hanno nulla da invidiare agli alberghi di lusso, i quali in alcuni casi dovrebbero avere dei servizi migliori. I turisti fanno le loro scelte in piena autonomia. Il discorso vale per Taormina e per tutta Italia e per tanti paesi europei. Piuttosto si dovrà fare al più presto una riflessione seria e definitiva su quale tipologia di turismo si vuole fare in questa città, se un turismo di massa o se invece un turismo di lusso e di qualità. Basta pensare cosa succede ad Ibiza, capitale del turismo estivo la quale in questi giorni brinda al calo di 40 mila presenze, invocando un turismo di qualità. Il problema degli abusivi è europeo, il resto sono dinamiche territoriali sulle quali vanno decise e condivise le strategie”.

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