il rinvenimento del cadavere nelle acque di Taormina
le operazioni di recupero del cadavere

La Procura di Messina ha reso disponibile alla sepoltura il corpo ancora senza identità rinvenuto in mare il 13 luglio scorso nelle acque tra Taormina e Giardini Naxos. L’Autorità Giudiziaria ha dato il nulla osta dopo che erano stati già eseguiti nei giorni scorsi gli accertamenti sul corpo con l’esame autoptico avvenuto all’ospedale San Vincenzo di Taormina e l’estrazione del Dna trasmesso ai Carabinieri del Ris di Messina per le relative risultanze. Della sepoltura potrebbe ora occuparsi il Comune di Taormina.

Proprio i risultati delle analisi in corso di esecuzione al Ris di Messina potrà imprimere un’accelerazione importante sul misterioso caso. C’è stretto riserbo sulle indagini che vengono condotte dalla Guardia Costiera di Giardini Naxos, che in attesa degli esiti sull’esame del Dna, sta analizzando tutti i vari casi di scomparsa registratisi negli anni più recenti, almeno da quattro-cinque anni a questa parte.

Gli uomini diretti dal Comandante Cosimo Arizzi, in questi giorni, stanno raccogliendo un vero e proprio dossier contenente le schede di scomparsa dei potenziali episodi riconducibili all’identità del cadavere senza nome. Sotto la lente di ingrandimento della Guardia Costiera ci sono casi di scomparsa in mare che vanno da quelli della zona dell’etneo, in particolare ad Acitrezza, sino anche ad Augusta e le isola Eolie. Il Comandante Arizzi non intende trascurare però nemmeno altre piste, come quella che porta ai casi di scomparsa avvenuti in Calabria. In sostanza sarebbero al momento almeno 6 i casi sui quali si concentra l’attenzione della Guardia Costiera.

Le acque potrebbero avere trascinato il corpo, che al momento del ritrovamento era in avanzato stato di decomposizione, anche da aree più lontane della zona ionica. Al momento l’unica certezza che la Guardia Costiera è che si tratta di un corpo di sesso maschile. Ma bisognerà attendere l’esito dei campioni di Dna estratti sul corpo senza identità, che verranno comparati con quelli dei casi di scomparsa oggetto di accertamenti. Tra i casi che restano oggetto di attente verifiche anche quello che a suo tempo riguardò due giovani di Acitrezza, scomparsi il 23 dicembre 2016: Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì – entrambi di 38 anni, appassionati pescatori, salpati dal porticciolo di Aci Trezza su uno scafo di 7 metri e poi scomparsi in mare. L’elemento che potrà imprimere una prima svolta alle indagini sarà soprattutto quello del tempo di permanenza in acqua del cadavere, per stabilire da quanto tempo era in mare il corpo avvistato da un pescatore e poi recuperato dal Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Messina.

Inquietante l’immagine che si è presentata nella mattinata di quel 13 luglio alle Forze dell’Ordine che hanno individuato i poveri resti della vittima. Il cadavere privo di testa, braccia e gambe potrebbe essere rimasto chissà per quanto tempo in mare, in balia dei pesci sino a ridursi nelle strazianti condizioni in cui attuali. Il corpo, o per meglio dire quello che ne resta, galleggiava nello specchio d’acqua tra Taormina e Giardini ma era rimasto imbrigliato in un sacchetto da lancia, di nylon. Non si può nemmeno escludere che il tronco fosse finito sui fondali e che in seguito sia rimasto forse imbrigliato nella rete di qualche pescatore, riemergendo sino all’avvenuto ritrovamento.

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