Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi Extra - Taormina

“L’extra-alberghiero a Taormina è ormai fuori controllo. C’è un boom impressionante di nuove strutture e una deregulation molto preoccupante, non è pensabile e non è ammissibile che la clientela debba pagare in una casa vacanza o in un B&B lo stesso prezzo di un albergo”. La presa di posizione arriva da Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi Extra – Taormina e componente del direttivo nazionale dell’associazione nazionale delle attività turistico ricettive extra-alberghiere. Ficarra punta l’indice sulla crescita esponenziale, o per meglio dire inarrestabile, delle strutture che dovrebbero fare “accoglienza familiare” e che spesso si collocano nel limbo del sommerso o peggio ancora fanno concorrenza alle strutture alberghiere.

“Allo stato attuale delle cose – evidenzia Ficarra – si contano ufficialmente circa 1550 posti letto nel settore extra-alberghiero a Taormina, ma a questi vanno aggiunti almeno ulteriori 700 posti inerenti il sommerso. Siamo, insomma, ad oltre 2000 posti letto di attività come casa vacanza e B&B. Bisogna trovare un argine e farlo in fretta: soltanto nel 2018 risulta che siano state create 77 nuove strutture tra case vacanza e B&B e sono in pratica la metà delle 175 totali attualmente censite sul territorio. C’è una normativa lacunosa che non aiuta a mettere un freno e a fare chiarezza in materia, siamo molto preoccupati. E’ un boom che non porta da nessuna parte perché Taormina scoppia e non può sopportare tutta questa crescita”.

Poi la clamorosa presa di posizione di Ficarra: “Da presidente di Federalberghi Extra vado contro i miei stessi interessi e invito i turisti italiani ad andare negli alberghi. Non si può avere una situazione in cui un albergo e una casa vacanza hanno lo stesso prezzo per una camera, 150-160 euro. Se un albergo fallisce e chiude è un dramma per tante famiglie, gli hotel hanno dei costi elevati e garantiscono professionalità in un contesto che li vede operare con una forte responsabilità verso la clientela. Un B&B che fa un ottimo servizio è motivo di vanto e di orgoglio per la nostra categoria ma, lo ripeto, non può avere lo stesso prezzo di un albergo. Un tempo si andava in una struttura di accoglienza familiare per risparmiare e perché ci sono turisti che hanno un budget più limitato ma oggi è diventata pura illusione pagare meno nell’extra-alberghiero. Ci sono troppe strutture che fanno pagare quanto o persino più degli alberghi. E’ una macchina infernale che necessita di un freno immediato”.

“Ho la coscienza della mia professionalità e da commercialista conosco la situazione – aggiunge Ficarra -. So che attirerò molte critiche su di me, specie da parte della stessa categoria che rappresento ma non si può far finta di niente. Le 200 strutture extra-alberghiere di adesso diventeranno poi 300 e chissà quante altre ancora. C’è una deregulation totale. La mia non è una provocazione ma una presa di coscienza: Taormina ha ormai troppi B&B sovradimensionati e troppe case vacanza, serve una svolta immediata”.

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