Pietro Salini, plenipotenziario ad di Salini-Impregilo

Salini-Impregilo torna al contrattacco sul lodo parcheggi e scrive al Ministero dell’Interno reclamando l’inadempienza del Comune di Taormina sulla maxi-cifra pretesa nell’ambito della battaglia giudiziaria tra le parti in atto da ormai un ventennio.

Impregilo vuole subito introitare i 28 milioni per i quali ha formalizzato apposito precetto lo scorso aprile, sulla base della sentenza della Corte d’Appello di Messina che ha dato ragione alla multinazionale delle costruzioni. A fine settembre si andrà in Cassazione per discutere il ricorso del Comune ma intanto Impregilo spinge per ottenere l’esecutività sul prelievo delle somme.

“Ci è pervenuto un documento della Salini-Impregilo, del 4 luglio scorso – ha dichiarato il sindaco Mario Bolognari – che appare di dubbia interpretazione. Il primo destinatario è il Ministero dell’Interno, poi la Corte dei Conti e la sezione regionale della Corte dei Conti e alla fine il Comune di Taormina. Si tratta di un atto che fa una ricostruzione della vicenda e di cui non si comprende quale sia la conclusione. Lamentano l’inadempienza del Comune di Taormina che non avrebbe tenuto conto nel piano di riequilibrio, a suo tempo approvato dal Consiglio comunale, della sentenza data dalla Corte d’Appello di Messina. Tuttavia, paradossalmente loro stessi richiamano quale fosse la data in cui venne esitato dal Comune il piano di riequilibrio che è antecedente a quella sentenza della Corte d’Appello. Quindi come avrebbe potuto tenere conto il Comune di Taormina di quel pronunciamento?”.

“Si parla sempre in questa nota – continua Bolognari – di “obblighi clamorosamente e gravemente violati” dal Comune ed inoltre Salini-Impregilo denuncia anche l’inesistenza di qualsiasi controcredito, il che non è vero perché la Commissione di Collaudo ha certificato 39 milioni di euro che il Comune chiede in termini di danni all’impresa. E’ la conclusione di questo documento che mi lascia molto perplesso e la segretaria generale, la dott.ssa Rossana Carrubba, sta preparando una risposta visto che si tratta di una comunicazione fatta al Ministero e alla Corte dei Conti. Il Comune ha già fatto ricorso in Cassazione e ha fatto bene l’Amministrazione uscente ad opporsi alla sentenza della Corte d’Appello che vede soccombente l’ente locale. Impregilo mira a voler fare capire che in questa battaglia giochi sarebbero chiusi e che c’è già l’esecutività della sentenza. Ho dato mandato, perciò, ai legali del Comune di chiedere la sospensione dell’esecutività ed è questo l’atto che dovrebbe avere una concretizzazione in autunno e a tal proposito deciderà sempre la Corte d’Appello: una richiesta ben motivata potrebbe essere accolta così come potremmo avere ragione poi in Cassazione”.

Bolognari infine ha allontanato l’ipotesi di una transazione: “Ad oggi non c’è stato alcun atto formale in quella direzione. E’ anche vero che il suggerimento di un componimento bonario rientra nella relazione della Commissione collaudo che nella pagina finale avanzava questo suggerimento. Il Comune però si difenderà in tutte le sedi”.

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