Spisone (Taormina). Il condominio Villa Elisa in cui si trova l'immobile confiscato
condominio Villa Elisa

A vuoto l’ennesimo tentativo del Comune di Taormina di dare in affitto un immobile sito a Spisone, confiscato dallo Stato al Re dei Videopoker Gioacchino Campolo. Non è pervenuta infatti nessuna offerta per la locazione del bene del valore di 500 mila euro, acquisito al patrimonio del Comune di Taormina a seguito di iniziativa dell’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). Una prima gara venne indetta dal Comune di Taormina alla fine del 2017 ma in quella circostanza non si sono registrate offerte. A sette mesi da quella procedura in cui non si era fatto avanti nessuno, la casa municipale aveva indetto nelle scorse settimane il nuovo bando di gara che prevedeva il tentativo di locazione per quattro anni.

Ma anche stavolta nessuno si è fatto avanti. La procedura intrapresa prevedeva offerte segrete in aumento da confrontarsi con il canone posto a base di gara. Non è servita nemmeno la mossa del Comune che aveva prospettato una riduzione del 10% del canone di locazione da porre a base d’asta, pari a 6 mila 624 euro (nel 2017 venivano chieste, invece, 7 mila 360 euro). Il pagamento del canone di locazione sarebbe maturato dopo 6 mesi dalla stipula del contratto.

L’immobile sito a Spisone è per l’esattezza, il Piano 1 di “Condominio Villa Elisa”, dopo il sequestro al Re dei Videopoker passato al “patrimonio indisponibile del Comune di Taormina per finalità di lucro con reimpiego dei relativi proventi esclusivamente per finalità sociali”. A questo punto il Comune riproverà nei prossimi mesi, ancora una volta e con una ulteriore gara, a mettere a reddito l’edificio passato a titolo gratuito all’ente locale ed il cui introito dovrà in ogni caso essere devoluto dal Comune per scopi sociali. Non sarà semplice arrivare ad una svolta e bisognerà anche tenere conto del fatto che “i locali si trovano in stato di abbandono da molto tempo e prima di poter essere utilizzati necessiteranno di notevoli lavori di manutenzione (quantificati in almeno 6 mila 500 euro, a carico di chi eventualmente sarà interessato al bene).

L’edificio risultava intestato a Gioacchino Campolo, l’imprenditore calabrese considerato in rapporti organici con la ‘Ndrangheta, il “Re dei Videopoker” condannato definitivamente a 16 anni di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver imposto a vari esercizi commerciali, grazie al sostegno dei clan, la proprie “macchinette”, ed al quale complessivamente lo Stato ha confiscato numerosi beni per un valore di 330 milioni di euro.

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