il dna del cadavere misterioso trovato a Taormina
lunedì l'autopsia sul cadavere trovato in mare

Aspettando l’autopsia di inizio settimane sono già scattate le prime indagini sul corpo senza identità trovato in mare a Taormina e l’attenzione si concentra sui casi di scomparsa in mare avvenuti negli anni recenti. Gli inquirenti valuteranno, in questa fase iniziale, almeno 5 episodi inerenti pescatori e subacquei dei quali tra il 2014 e il 2017 si sono perse le tracce, nelle acque non solo di Taormina e Giardini ma anche nell’etneo. Dal cadavere rinvenuto venerdì scorso il medico legale estrarrà il Dna e, a quel punto, verrà predisposta un’attività specifica di comparazione con quello di alcune persone scomparse in questi anni.

Le correnti potrebbero aver spinto, infatti, in questo specchio d’acqua un corpo forse anche proveniente da zone più lontane. Nulla si può escludere in queste ore. Potrebbe trattarsi di un ritrovamento da ricondurre forse a una tragedia in mare avvenuta qualche tempo fa ma non si può escludere neppure l’ipotesi più terribile e cioè che possa trattarsi di un delitto. Il corpo, o per meglio dire quello che ne resta, galleggiava nello specchio d’acqua tra Taormina e Giardini ma era rimasto imbrigliato in un sacchetto da lancia, di nylon. Drammatica e inquietante l’immagine che si è presentata davanti agli occhi della Guardia Costiera e dei subacquei dei Carabinieri che hanno individuato i poveri resti della vittima.

Il cadavere potrebbe essere rimasto chissà per quanto tempo in mare, in balia dei pesci sino a ridursi nelle strazianti condizioni in cui si presentava venerdì mattina. Non si può nemmeno escludere che il tronco fosse finito sui fondali e che in seguito sia rimasto forse imbrigliato nella rete di qualche pescatore, riemergendo sino all’avvenuto ritrovamento.

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