Salvatore D'Agostino, Davide Guarini e Pancrazio Di Leo

Preoccupazione nel comparto turistico a Taormina e nell’hinterland per la sempre più probabile reintroduzione dei voucher da parte del Governo e per la mancata riforma della Naspi che tiene in scacco al momento i circa 10 mila lavoratori della zona ionica che operano nel settore alberghiero e del commercio. A rilanciare l’allarme è la Fisascat Cisl che avverte sullo scenario che si prospetterebbe da qui alla fine della stagione turistica: “Ad oggi – spiega il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo – non è stato rivista l’attuale normativa della Naspi e Taormina e il comprensorio ionico, ovvero il primo polo turistico siciliano e la zona dove si registra la più alta concentrazione di strutture che operano nel settore ricettivo e del commercio, rischiano di trovarsi a fine settembre o poi ad ottobre in una condizione di grande difficoltà. I lavoratori percepiranno nei mesi della bassa stagione soltanto un’indennità pari al 50% dei mesi di lavoro che avranno effettuato e, a differenza del passato, non potranno più contare sui periodi residuali antecedenti che rendevano in qualche modo meno complicata la situazione. Questa condizione attuale rischia di avere un impatto devastante sui lavoratori stagionali e sulle loro famiglie”.

E a destare preoccupazione, secondo la Fisascat Cisl, è anche il probabile ritorno dei voucher: “Anche questa è una pessima notizia perché se verrà confermata la reintroduzione dei voucher, si ridurrà la stagione, e quindi il periodo occupazionale, soprattutto nella ristorazione collettiva. E con il voucher non ci sarebbe neppure il diritto alla contribuzione pensionistica e nemmeno a quella Naspi”. “I prossimi mesi – ha aggiunto Salvatore D’Agostino, segretario generale della Fisascat Cisl Messina – saranno certamente difficili ma siamo già pronti a dare battaglia sulla Naspi come sui voucher per difendere i diritti dei lavoratori ed anche a tutela delle legittime aspettative delle loro famiglie”.

“La stagionalità nel settore del turismo e dell’indotto commerciale generato è un fenomeno strutturale del comparto e pertanto necessita di politiche strutturali di sostegno anche considerato l’importante apporto al Pil del nostro Paese. La stagionalità nel turismo, dove complessivamente operano circa un milione e mezzo di addetti di cui circa 300mila lavoratori stagionali, non può essere gestita con i voucher ma deve far riferimento agli istituti dedicati già presenti nella contrattazione nazionale del settore che disciplina, tra gli altri, anche il trattamento economico del lavoro extra e di surroga”, ha evidenziato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini in merito alla discussione sulla reintroduzione dei voucher per i lavori stagionali del turismo e del commercio con gli emendamenti al testo del Decreto Dignità.

“Il voucher può essere lo strumento adeguato al quale fare ricorso nel caso di lavori o servizi accessori prettamente occasionali non aventi carattere di strutturalità altrimenti riconducibili al lavoro subordinato” ha aggiunto il sindacalista. “Non dimentichiamo che il ricorso al voucher nel settore del turismo comporterebbe anche l’esclusione dalla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego in vigore dal 2015, che interviene nel sostegno al reddito dei periodi non lavorati” ha sottolineato Guarini. “Piuttosto – ha concluso il sindacalista – si ragioni su come favorire l’allungamento dei rapporti di lavoro nel settore del turismo, tra quelli esclusi dai trattamenti ordinari di sostegno al reddito, e su un eventuale riforma della Naspi più favorevole alla stagionalità”.

“Ci preoccupa – ha dichiarato Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat Cisl – il fenomeno del possibile o probabile ripristino dei voucher di cui nel passato molte aziende hanno abusato per coprire lavoro precario o sommerso.”

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