l'eterno dibattito sulla tassa di soggiorno

E’ ormai scoppiata “la rivolta” contro l’imposta di soggiorno in diverse zone d’Italia e in Liguria gli albergatori dichiarano definitivamente guerra alla tassa che doveva incentivare la promozione turistica ma che in tanti casi è stata poi utilizzata dai vari Comuni per sistemare i buchi di bilancio. Adesso la questione pare destinata a riaprirsi anche a Taormina, capitale del turismo siciliano dove l’argomento fa da sempre discutere e gli operatori economici del settore ricettivo si sono anche rivolti nel 2015 alla Corte dei Conti con un’azione promossa allora da Federalberghi Taormina e Confindustria Turismo e Alberghi.

Sulla scia di quanto fatto ad Alassio dal neosindaco del luogo Marco Melgrati che ha annunciato di voler sospendere l’applicazione della tassa di soggiorno, ora le richieste di sospensione da parte di diverse associazioni in altre cittadine della Riviera Ligure.
Anche il presidente dell’Associazione Alberghi e Turismo di Finale Ligure e Varigotti Marco Marchese ha richiesto in una lettera aperta proprio la sospensione dell’imposta:

“In qualità di presidente dell’Associazione Alberghi e Turismo di Finale Ligure e Varigotti a seguito di quanto oggi viene deliberato ad Alassio richiedo al Sindaco di Finale la medesima azione in considerazione dei seguenti punti: come ben sapete La nostra associazione che fa capo all’Unione Provinciale Albergatori, aderente a Confindustria Alberghi, osteggiò e in tutti i modi evitò, per sette anni, la introduzione dell’Imposta di soggiorno, ritenendo che i fondi (ahimè incredibilmente bassi) impegnati nella promozione turistica dovessero essere trovati in Regione e nel Comune nelle voci di bilancio senza ulteriori aggravi per il nostro settore. Nel giugno 2017 i comuni ebbero definitivamente via libera per l’applicazione di detta imposta e la nostra associazione di categoria insieme a tutte le altre convocò tutti i sindaci delle località costiere per un tavolo di confronto, dove innanzi tutto si richiese di non applicare tale imposta. Avuto invece da parte della quasi totalità dei comuni la risposta affermativa, si un convocò un tavolo di trattativa per cercare di limitare i danni facendo slittare di un ulteriore anno la sua applicazione con tariffe accettabili, con una applicazione uniforme su tutta la nostra provincia e di trasformare l’imposta di soggiorno in una tassa di scopo partecipando alla gestione dei proventi di tale imposta. Il lavoro fu lungo e non senza tensioni ma alla fine il risultato ottenuto è stato ritenuto dalle parti soddisfacente.
Ho aspettato fino ad ora per capire l’evoluzione di quanto stava succedendo nel Comune di Alassio, comune con maggiori presenze turistiche in provincia di Savona. Infatti le nuove elezioni comunali hanno dato una importante svolta portando il nostro collega Angelo Galtieri (ex presidente dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona) al ruolo di Vicesindaco ed Assessore. La notizia apparsa ieri sera, sui giornali on-line (oggi sui quotidiani) riportando la comunicazione del neo-eletto sindaco Melgrati della rimodulazione a zero delle aliquote di imposta per l’anno 2018, ha aperto di fatto la strada per una richiesta di una sospensiva anche nel nostro comune. Considerando che, con il cambio di direzione di Alassio, si è pesantemente indebolito il fronte dei comuni che la applicano, coerentemente anche la nostra associazione richiede al Sindaco una delibera in tal senso, in considerazione del fatto che la lotta all’evasione per gli appartamenti ad uso turistico ha prodotto ammende per oltre 200.000 € delle quali almeno la metà sono già state incassate creando un surplus di entrate non vincolate a nessun capitolo di spesa ma che proprio in considerazione della tipologia della sanzione dovrebbero confluire nel capitolo legato al turismo”. 

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