caccia ai morosi a Taormina

Il Comune di Taormina prova a dichiarare “guerra” agli evasori e ai morosi che non hanno corrisposto sinora i tributi dovuti al forziere dell’ente locale. Per questo si va verso la prospettiva di un bando che dovrebbe prevedere l’esternalizzazione del servizio di recupero coattivo dei tributi non versati. Già nella passata legislatura il Comune aveva provato ad indire un bando con questa finalità ma il testo del bando previsto dall’Amministrazione Giardina venne poi ritirato e dunque non ha mai visto “la luce”.

Ora Palazzo dei Giurati ci riprova e il tentativo sarà quello di individuare eventuali società, operanti in ambito nazionale, interessate ad occuparsi delle attività, non semplice, di recupero dei tributi vantati dal Comune di Taormina. L’obiettivo sarà quello di affidarsi, tramite procedura pubblica, ad una realtà specializzata che possa dare “la caccia” ai morosi, evasori ed elusori che devono delle somme alla casa municipale su vari fronti, come Tari, Imu e bollettazione idrica, senza dimenticare l’imposta turistica di soggiorno. La riscossione coattiva dei tributi, in sostanza, potrebbe anche portare a delle azioni di pignoramento verso chi intenderà ancora continuare a sottrarsi ai pagamenti spettanti al Comune. Per il tributo non pagato, le procedure a garanzia del credito prevedono, ad esempio, il fermo amministrativo sui beni mobili registrati, poi l’ipoteca immobiliare o il pignoramento presso terzi.

“Il precedente bando allora previsto e poi ritirato dall’Amministrazione – ha evidenziato l’assessore al Bilancio, Giuseppe Caltabiano – necessitava di tutta una serie di correttivi per poter essere ripresentato ma quelle modifiche non sono state più fatte e il bando non l’hanno più riproposto. Ora punteremo a predisporre al più presto un bando di gara con tutti i requisiti necessari. Ovviamente per adesso è un’idea che dovremo poi approfondire in Giunta e con il Consiglio comunale. L’evasione e l’elusione dei tributi non è più tollerabile in un Comune che ha già una situazione economica e finanziaria molto difficile”. “Il Comune di Taormina – ha sottolineato già nei giorni scorsi Caltabiano – sin qui non incassa i tributi e questa tendenza va invertita al più presto. L’F24 per il pagamento della Tari sino a qualche giorno fa non era stato ancora spedita. La bollettazione dell’Acquedotto nel 2017 non è stata fatta e sta per essere messa ora in bolletta per i cittadini con tutto quello che implicherà dover pagare in un colpo la bolletta di un anno”. Perciò, per il recupero dei tributi faremo un bando nazionale per la riscossione coattiva”.

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