Bruno Binasco si è impiccato nel portico della sua villa

Drammatica fine per un noto personaggio dell’imprenditoria italiana. Il manager tortonese Bruno Binasco, 73 anni, a lungo uomo forte del gruppo Gavio nel quale è stato il braccio destro del fondatore Marcellino, si è suicidato nella sua abitazione in strada Savonesa, alla frazione Rivalta Scrivia di Tortona. Veniva considerato il factotum del Gruppo Gavio, il colosso imprenditoriale tortonese che tra autostrade e costruzioni fattura oltre sei miliardi di euro ed è stato primo azionista di Impregilo (il colosso milanese che da un ventennio ha un contenzioso milionario ancora oggi aperto con il Comune di Taormina).

Più volte indagato e arrestato nell’ambito delle inchieste di Mani Pulite, Binasco nel 1992 in un anno fu arrestato sei volte. Uscito da Tangentopoli con la fedina penale pulita grazie ad assoluzioni e prescrizioni, di recente era stato assolto con l’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati nel processo per il cosiddetto “sistema Sesto”.

Secondo la prima sommaria ricostruzione Binasco si è impiccato nel portico della sua villa. A fare la tragica scoperta, questa mattina, venerdì 29 giugno, poco dopo le nove è stata la moglie, sposata anni fa in seconde nozze. L’allarme è stato tempestivo e a Rivalta Scrivia è giunta l’ambulanza del 118 ma i soccorritori non hanno potuto far nulla: l’uomo era già cadavere. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della compagnia di Tortona per i rilievi del caso. Sono stati trovati due biglietti in cui il manager spiega i motivi e chiede scusa del tragico gesto. Forse problemi finanziari o forse la depressione, di cui secondo alcuni soffriva da alcuni mesi, e ragioni di una scelta che richiama quella fatta un anno fa da Guido Ghisolfi, altro grande nome del mondo imprenditoriale tortonese.

Bruno Binasco era uno dei personaggi più importanti del mondo imprenditoriale italiano. Nato il 6 agosto 1944 avrebbe compiuto 74 anni fra un mese. Più volte tirato in ballo in Tangentopoli, come detto ne era però uscito con la fedina penale immacolata.
Era stato lui a fare il nome di Primo Greganti, il famoso “compagno G”, come destinatario di un miliardo di lire per il Pci. Il suo ruolo di ufficiale di collegamento con il sistema politico e dei poteri lo ha portato più volte al centro dell’attenzione giudiziaria.

Molto amico di Fabrizio Palenzona, nel 2015 ha dovuto lasciare il Cda di Impregilo, rilevata dalla famiglia Salini proprio dopo l’uscita di “big Fabrizio”. Dopo l’uscita nel 2013 dalla Argo Finanziaria, il cuore delle attività dei Gavio, Binasco era diventato presidente della Acerbi Industrial Vehicles, azienda che produce e commercializza rimorchi e semirimorchi cisterna e che negli ultimi anni ha contribuito a rilanciare. I suoi dipendenti si dicono “scossi” e “attoniti” alla notizia del suicidio. Responsabile di alcune società nel settore assicurativo e finanziario, era anche amministratore della News srl, editrice dello storico settimanale Panorama di Tortona e nel consiglio di amministrazione della società di calcio Derthona, che aveva rifondato un anno fa con un gruppo di amici imprenditori.

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