Salini Impregilo e Comune di Taormina verso la resa dei conti

Il Comune di Taormina prova a capire se ci sono le condizioni per arrivare ad una transazione con Impregilo e spuntano subito le prime ipotesi su quelle che potrebbero essere i temi della trattativa sul contenzioso milionario che affligge ormai da oltre un ventennio Palazzo dei Giurati. Il primo tentativo di sottoscrivere una transazione risale, come si sa, al 2008 ma in quella occasione – quando il Comune era in una fase di gestione commissariale – finì tutto in una “fumata nera” che ebbe anche dei risvolti giudiziari. Adesso sarà altrettanto complicato perché Imprepar-Impregilo – oggi Salini Impregilo – ha già comunicato a suo tempo di aver messo a bilancio le somme reclamate nei confronti dell’ente locale per il lodo sui parcheggi.

Il colosso delle costruzioni, d’altronde, si era aggiudicata la contesa nei giudizi di primo e secondo grado e già nelle trattative del 2008 ritenne non accettabili proposte che fossero inferiori ai 23 milioni di euro. Nel frattempo c’è stata la Cassazione che nel 2010 ha stoppato la richiesta di esecuzione definitiva del pignoramento da parte di Impregilo e che dispose dovesse esser rifatto il processo in Appello e proprio di recente la Corte d’Appello ha dato ragione stavolta ad Impregilo. L’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta del Comune per protocollare un’istanza di precetto che tra interessi e rivalutazioni è arrivato a quota 28 milioni e 712 mila euro e richiama gli effetti di un decreto ingiuntivo diventato provvisoriamente esecutivo.

Il sindaco Mario Bolognari, in ogni caso, vuole confrontarsi con i legali del Comune per valutare con attenzione le mosse da fare. L’idea intanto del Comune, confermata dall’assessore al Contenzioso, Giuseppe Caltabiano, è quella di avviare un tavolo di confronto tra i legali delle rispettive parti, con un incontro che potrebbe avvenire a Taormina o più probabilmente a Roma. I tempi saranno stretti perché a fine settembre o inizio ottobre si discuterà in Cassazione l’opposizione proposta proprio dal Comune per bloccare l’esecuzione del precetto e quindi la sentenza della Corte d’Appello.

Il Comune è in fase di riequilibrio, non ha la liquidità per soddisfare le richieste di Impregilo e così l’unica strada percorribile potrebbe essere quella di guardare al patrimonio comunale. La strada della eventuale contropartita da proporre ad Impregilo può avere due sbocchi. Potrebbe essere presa in considerazione l’idea dell’affidamento in gestione di uno dei due parcheggi principali (Lumbi o Porta Catania) oppure, a sorpresa, in una trattativa potrebbe finire il Capalc di contrada S.Antonio. La casa municipale pensa all’alienazione dell’incompiuta scuola convitto albergo tenendo conto che è stata valutata, se dovesse essere venduta dal Comune e sottoposta a nuova destinazione urbanistica, 22 milioni 735 mila euro.

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