Francesco e Vittoria con il piccolo Matteo

Anche dalla Calabria i genitori dei bambini in cura al Ccpm fanno sentire sempre più forte la loro voce per arrivare all’attesa svolta della conferma del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica a Taormina. Si avvicina la data del 7 luglio in cui scadrà la convenzione tra la Regione e il Bambino Gesù di Roma, e una nuova toccante testimonianza inviata a BlogTaormina arriva da Francesco e Vittoria, genitori del piccolo Matteo, 4 mesi di età compiuti lo scorso 26 giugno. Chiedono con determinazione la conferma la struttura all’ospedale San Vincenzo.

“Per noi poter raccontare la storia di nostro figlio Matteo vuole essere non solo una condivisione della nostra storia di vita ma anche un messaggio di speranza, la stessa speranza che è stata sorretta e alimentata dal Ccpm Taormina – spiegano Francesco e Vittoria -. La storia di Matteo inizia il 26 febbraio di questo anno, giorno della sua nascita presso gli ospedali riuniti di Reggio Calabria. Tutto procedeva nella norma, il bambino stava più che bene, almeno cosi dicevano inizialmente. Arriva il giorno delle dimissioni e oltre ai controlli d routine ne vennero effettuati degli altri, poiché durante il parto era stata riscontrata una lieve sofferenza cardiaca, giustificata dal fatto che mia moglie era arrivata in ospedale già a travaglio quasi concluso nella cosiddetta “fase espulsiva”. Purtroppo gli esiti degli esami fatti non davano notizie confortanti e Matteo è stato trattenuto presso il reparto di Neonatologia di Reggio. Da quell’istante iniziano a pioverci addosso parole come “cardiopatia”, “dotto di Botallo”, “coartazione aortica”, “ritorno venoso”, che ci gettano nel turbinio dell’angoscia. In quegli attimi l’unica certezza erano diventati gli occhi di Matteo, sempre spalancati, neri e profondi, come chi guarda in faccia il suo avversario senza timore. Da subito si è visto il suo spirito combattivo, i suoi valori vitali erano stabili. Ma nonostante ciò, il bambino necessitava di controlli più approfonditi. E’ stato deciso in accordo con l’equipe ospedaliera di trasportarlo al CCPM di Taormina per cercare di dare una diagnosi certa a ciò che stava capitando a Matteo”.

“Da lì a poco – continuano i genitori di Matteo – abbiamo appreso che nostro figlio aveva un anomalia del ritorno venoso con arco aortico disarmonico con rischio di coartazione aortica. Le visite di controllo successive fatte periodicamente hanno confermato sempre l’asintomaticità di questa anomalia e uno sviluppo migliore del previsto. Matteo ha raggiunto il quarto mese di vita e con la crescita i controlli sono meno riavvicinati. Per la nostra famiglia il CCPM Taormina si è rivelato non solo il luogo della diagnosi certa, ma ci siamo soprattutto sentiti a casa, dove non solo le parole dette erano rassicuranti, ma anche gli sguardi incrociati, le strette di mano, i sorrisi donati. Tutto ciò è possibile quando si riesce a conciliare scienza e cuore, professionalità e umanità. Nel dott. Andrea De Zorzi abbiamo visto un uomo che ha fatto del suo lavoro la sua autentica passione. Noi ci rivolgiamo a chi di competenza, esortandoli a non essere sordi al grido di tanti angeli crocefissi e di continuare ad offrire loro non solo la possibilità di potersi curare in una struttura altamente qualificata, ma anche il conforto del non sentirsi soli, dell’avvolgente e calda sensazione di ritrovarsi in famiglia”.

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