parcheggio Porta Catania

Si conoscerà in autunno il destino del Comune di Taormina. La Corte di Cassazione fisserà infatti tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre la data dell’udienza in Cassazione in cui verrà discusso il ricorso presentato dal Comune in opposizione alla sentenza della Corte di Appello che ha riconosciuto il titolo ad Impregilo ad ottenere 15 milioni di euro dal forziere dell’ente locale taorminese per il contenzioso sui parcheggi. Sono, per l’esattezza, due i ricorsi presentati presso la Corte Suprema dalla casa municipale ed il cui esito potrebbe rappresentare uno spartiacque per il Comune, da anni impegnato in una battaglia legale sullo sfondo della quale c’è il rischio del dissesto per l’ente locale.

L’impresa milanese che ha realizzato a suo tempo il sistema di viabilità e parcheggi nella località ionica sta provando a stringere i tempi per ottenere quanto reclamato nei confronti del Comune e già nelle scorse settimane si è presentato negli uffici di Palazzo dei Giurati l’ufficiale giudiziario per protocollare un’istanza di precetto da 28 milioni e 712 mila euro che comprende richiama gli effetti di un decreto ingiuntivo risalente ai primi Anni Duemila, diventato provvisoriamente esecutivo. La decisione del Comune di contrapporre due ricorsi è maturata sia per cercare di bloccare gli effetti della decisione della Corte d’Appello di Messina, ed anche per bloccare l’esecuzione dell’atto di precetto posto in essere dalla multinazionale delle costruzioni.
Il decreto oggetto della contese risale al 2007 e poi nel 2010 il Comune era riuscito a bloccarne gli effetti in sede di Cassazione con un ricorso allora accolto dalla Corte Suprema, che aveva stoppato la richiesta (in quel caso da 23 milioni di euro) e rimandato tutto ad un nuovo processo in sede di Corte d’Appello. Otto anni dopo il Comune si prepara, ancora una volta, ad un appuntamento cruciale per le sorti dell’ente locale presso la Corte Suprema. Tra le parti rimangono aperti diversi fronti in quella che appare una battaglia giudiziaria interminabile, in atto da oltre un ventennio.

Come si ricorderà, nel contenzioso principale che sta per tornare all’esame della Cassazione, Impregilo era riuscita a prevalere nei giudizi di primo e secondo grado, ed è arrivata a reclamare una somma che tra rivalutazioni varie tocca i 30 milioni e rischia di salire ulteriormente. Dalla parte opposta, il Comune ha formulato una richiesta di danni per 40 milioni sulla base dei conteggi del collaudo finale dei parcheggi. La vicenda appare fondamentale, per forza di cose, nell’ottica della definizione dell’iter del piano di riequilibrio finanziario posto nei mesi passati dal Comune di Taormina al vaglio del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti, un piano che ha stimato per il Comune 18 milioni di euro di debiti complessivi da ripianare in 29 anni e che, nello specifico, aveva quantificato soltanto in 5 milioni di euro (somma per sentenza già passato in giudicato) l’importo dovuto ad Impregilo.

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