turisti cinesi nel nostro Paese

Da quanto tempo si parla del grande sogno proibito del boom turistico in Sicilia e a Taormina dei flussi turistici provenienti dalla Cina? Da tanti anni. E, pur registrando una crescita nelle presenze e nei contatti commerciali, il boom sin qui non c’è stato. I numeri dicono però che nel 2017 il giro d’affari della Sicilia con la Cina ha riguardato circa 256 milioni di euro di importazioni e oltre 147 milioni di esportazioni, con un incremento superiore al 200% rispetto al 2016. I settori trainanti per le esportazioni dalla Sicilia in Cina sono: articoli farmaceutici e chimico-medicinali e botanici; componenti elettronici; articoli d’arredamento, marmo e prodotti alimentari, che hanno fatto registrare un +135% rispetto all’anno precedente.

“Un mercato in enorme espansione nel quale la Sicilia gioca già un ruolo, che deve essere accresciuto. Per farlo, però, occorre conoscere gli strumenti e la porta di ingresso per il mercato cinese si chiama WeChat”. Lo ha detto Nino Salerno, delegato per l’internazionalizzazione di Sicindustria-Een, in occasione dell’unica tappa italiana del roadshow sulle opportunità di business offerte dal mercato cinese, che si è svolta a Palermo presso la sede degli industriali siciliani.

Il workshop, organizzato da Sicindustria, Consorzio Arca ed EU SME Centre China, tutti partner di Enterprise Europe Network, si è concentrato sulle modalità di creazione di un negozio cross-border su WeChat, la piattaforma cinese che conta un miliardo di utenti attivi al mese; una media di 120 mila transazioni al secondo e il 33% degli utenti che ogni mese fa acquisti on line.

“Sui social network in Occidente si comunica e basta – ha commentato Salerno – su WeChat invece si vende e si acquista. La Cina è la seconda economia al mondo per Pil nominale, con la prospettiva di superare gli Stati Uniti entro il 2030 e, soprattutto, mostra una grande attenzione per il made in Sicily. Una opportunità che non può essere ignorata”.

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