Caterina Rizzo consegna una targa a Mariella Enoc

“State tranquilli, faremo tutto il possibile per rimanere qui”. Così Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha inteso rassicurare ieri mattina i genitori dei bambini ricoverati ed in cura al Ccpm (Centro di Cardiochirurgia Pediatrica) di Taormina. La Enoc è tornata a Taormina per una visita che preannuncia il bivio cruciale per il destino della struttura di contrada Sirina. Il 7 luglio scadrà, infatti, la convenzione in atto tra la Regione Siciliana e il Bambino Gesù e a due settimane da quella data sta per arrivare la decisione finale.

Insieme alla presidente Enoc c’era ieri anche il dott. Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù. Nell’occasione Enoc ha visitato il reparto, recandosi dai bambini, ha incontrato i medici ed il personale del Ccpm ed ha avuto un colloquio soprattutto con i genitori dei piccoli pazienti, rappresentati dalla portavoce del Comitato delle famiglie, Caterina Rizzo. “Dovete rimanere sereni – ha detto Enoc, rivolgendosi ai genitori -, la volontà è quella di andare avanti”.

“Ascoltare le parole della presidente Enoc e sentirla subito dire quel “da qui non ci spostiamo” – spiega Caterina Rizzo – ci ha emozionati e ci ha rincuorato. Sappiamo che i prossimi giorni, o forse già le prossime ore saranno decisive e noi vogliamo che il Ccpm rimanga e che soprattutto venga confermato nell’attuale assetto che fa riferimento all’equipe medica e a tutto lo staff del Bambino Gesù di Roma”. Alla Enoc è stata donata una targa dalle famiglie con la scritta: “Noi siamo quello che proteggiamo, quello per cui lottiamo”. “Abbiamo voluto fare questo piccolo omaggio a Mariella Enoc che si è dimostrata sin da subito persona ricca di umanità e sempre disponibile con noi”, aggiunge Rizzo. I vertici del Bambino Gesù hanno, dunque, ribadito “piena disponibilità” a continuare la loro opera su Taormina. Ora la “palla” passa alla Regione Siciliana che dovrà decidere se sottoscrivere la bozza di accordo da tempo predisposta dall’Asp Messina. Potrebbe esserci un accordo su base triennale.

Le condizioni economiche sembrano esserci anche perchè già l’accordo annuale del 2017 aveva ridimensionato in modo abbastanza ampio i termini del vecchio contratto iniziale sottoscritto nel 2010 tra le parti. La prospettiva dovrebbe essere quella di due centri in Sicilia, con la conferma di Taormina e l’avvio di quello a Palermo. L’alternativa sarebbe quella di una prosecuzione del centro a Taormina con attività però da portare avanti in house, ipotesi che però non convince le famiglie dei bambini. “Le professionalità del Bambino Gesù di Roma, che operano al momento al Ccpm di Taormina, sono di alto livello e sono riconosciute come le migliori in Italia, immaginare quindi di azzerare tutto sarebbe un salto nel buio al quale siamo contrari”, ha detto Rizzo.

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