una ripresa aerea del Teatro Antico di Taormina

A livello globale, nel 2017 le entrate da turismo internazionale in Italia sono state pari a 1.156 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto al 2016. Gli Stati Uniti si confermano il Paese con le entrate più elevate (pari a 180,3 miliardi), con una quota mondiale del 15,6%, seppur in lieve calo rispetto al 2016. Seguono la Spagna (con 60,2 miliardi di euro) e la Francia (con 53,7 miliardi). Lo evidenzia Banca d’Italia nello studio sul turismo del 2017, con particolare riferimento ai flussi del turismo straniero e in riferimento alle relative potenzialità del nostro Paese.

Oltre il 40% delle spese mondiali per turismo all’estero nel 2017 è prodotto da quattro Paesi: Cina, Stati Uniti, Germania e Regno Unito. I turisti americani e russi sono quelli che maggiormente contribuiscono alla crescita della spesa mondiale nell’anno. In particolare, le spese all’estero della Russia sono aumentate di oltre il 27%, “ma sono ancora lontane dai picchi di inizio decennio”. Tra i primi 15 Paesi per spesa turistica all’estero, il Regno Unito è l’unico che ha registrato una riduzione nel 2017. Nel confronto tra i quattro maggiori Paesi dell’Eurozona, nel 2017 il surplus della bilancia turistica italiana in rapporto al PIL risulta inferiore solo a quello della Spagna, è invece superiore a quello medio dell’Unione europea e dell’area euro. Le entrate da turismo internazionale in Italia sono state pari al 2,3% del PIL, un livello appena inferiore alla media UE e dell’Eurozona, che è invece del 2,5%.

Lo scorso anno la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata del 7,7% rispetto al 2016, raggiungendo i 39,2 miliardi di euro. Nei dodici mesi dello scorso anno si è assistito a un calo della spesa degli escursionisti, bilanciato però da “una netta accelerazione di quella dei pernottanti, sostenuta dall’incremento sia dei viaggiatori sia della spesa media giornaliera”. I visitatori provenienti dall’Eurozona hanno fornito il principale contributo alla crescita nel 2017, registrando un aumento dell’11,3% nel 2016.

La Germania (pur se in alcuni casi come a Taormina i numeri hanno fatto segnare un leggero calo di presenze) continua a essere il maggior importatore di servizi turistici dall’Italia, insieme a Stati Uniti e Francia, ed è principale Paese di provenienza anche in termini di numero di visitatori. Significativo è l’aumento dei turisti spagnoli (+20%), che hanno allungato anche la durata media del loro viaggio ma hanno ridotto la loro spesa media giornaliera. Il motivo principale del viaggio è sempre quello personale, tuttavia la crescita maggiore nel 2017 è stata registrata per i viaggi di lavoro, che rappresentano il segmento turistico più redditizio “con una spesa media giornaliera più elevata rispetto a quella dei viaggi per vacanza e per altri motivi personali”.

Più di 20 milioni di viaggiatori hanno visitato l’Italia nel 2017 per una vacanza culturale o in città d’arte, con una spesa complessiva di circa 15,5 miliardi di euro. La seconda tipologia di vacanza più rilevante è quella balneare, con 8,2 milioni di viaggiatori e il 21% della spesa. Pur restando le strutture ricettive preferite dai viaggiatori stranieri, l’albergo e il villaggio turistico hanno registrato una flessione del peso sulle entrate complessive. In compenso, è aumentata del 19,4% la spesa dei pernottamenti in alloggi di proprietà o in affitto. I valichi stradali si confermano la modalità prevalente di arrivo nel Paese utilizzata dai turisti stranieri. Cresce però il numero dei viaggiatori che scelgono l’aereo, grazie alla diffusione dei voli low cost e alla concorrenza da parte delle compagnie di linea.

Le Regioni del Centro si confermano la meta preferita dai visitatori stranieri, con una quota della spesa pari quasi al 30% del totale, grazie soprattutto al turismo culturale ma si ridimensiona il peso del Nord-Ovest e del Nord-Est, a vantaggio del Sud e delle Isole, che tuttavia “continuano a contribuire alle entrate turistiche complessive in misura limitata rispetto alle notevoli potenzialità di natura artistica, culturale e naturale”.

Le presenze rilevate dal Servizio Turistico Regionale nelle strutture ricettive a Taormina, come si ricorderà, nel 2017 sono state 1.066.697 con un incremento di 56.091 unità, +5,55%, rispetto al 2016. L’incremento del 5,55% è stato determinato fondamentalmente dal mercato straniero con 869.815 presenze (+32.128 unità +3,84%) anche se pure il mercato italiano ha fatto registrare 196.882 presenze e un significativo incremento del 13,86% (+23.963 unità), mentre gli arrivi sono stati 336.504 (+28.733 unità +9,34%) rispetto al 2016. Tra i vari flussi turistici presenti a Taormina che hanno fatto registrare percentuali positive c’è la Francia (46.215 unità, +3,72%), Spagna (18.348 unità, +9,65%) e una sostanziale ripresa è arrivata dalla Russia che dal 2013 al 2016 aveva perso il 57.74% di pernottamenti e nel 2017 ha fatto registrare un incremento del 59,53% con 42.617 presenze (+ 15.903 unità).

In crescita sono stati nel 2017 a Taormina anche i mercati asiatici: Cina (6.566 unità +41,39%), Giappone (20.176 unità + 11,15%), Corea del Sud (1.440 unità + 44,00%), India (1.180 unità +29,39%). Hanno chiuso il 2017 con un segno negativo, invece, Germania (-3,12%) e Regno Unito (-11,06%). Adesso l’aspettativa è che il 2018, quando si è già arrivati al giro di boa dell’anno, possa confermare ed anzi accrescere i numeri dello scorso anno.

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