Spisone (Taormina). Il condominio Villa Elisa in cui si trova l'immobile confiscato
Spisone (Taormina). Il condominio Villa Elisa in cui si trova l'immobile confiscato

Dopo la prima gara andata a vuoto nel dicembre 2017, il Comune di Taormina tenta nuovamente di dare in locazione un immobile sito a Spisone, confiscato dallo Stato alla ‘Ndrangheta e per il quale al momento non si sono registrate offerte e non si è fatto avanti nessuno.

Si tratta di un bene del valore di 500 mila euro, acquisito al patrimonio del Comune di Taormina a seguito di apposita procedura da parte dell’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). L’edificio si trova sulla Via Nazionale ed è, per l’esattezza, il Piano 1, “Condominio Villa Elisa”, passato al “patrimonio indisponibile del Comune di Taormina per finalità di lucro con reimpiego dei relativi proventi esclusivamente per finalità sociali”.

A sei mesi di distanza dall’avviso pubblico per il quale non è pervenuto alcun plico da parte di soggetti interessati alla locazione dell’immobile, il Comune prova a ripartire da quel nulla di fatto, predisponendo con alcune modifiche la ripubblicazione di un nuovo avviso pubblico. Si tratta di uno degli ultimi atti formalizzati dal sindaco uscente Eligio Giardina ed è probabile che ora l’iter possa comunque essere attenzionato dalla nuova Amministrazione e dal nuovo sindaco da oggi in carica a Palazzo dei Giurati, per l’ok definitivo al nuovo bando.

Il Comune ha deciso, intanto, di attuare un secondo iter di gara, definito come “esperimento di asta pubblica”, per la concessione in affitto mediante procedura ad evidenza pubblica con una parziale modifica delle condizioni stabilite dal precedente bando e più precisamente “la riduzione del 10% del canone annuo di locazione (il canone iniziale era di 7 mila 360 euro annue) da porre a base d’asta”, ed inoltre il “rinvio del pagamento del pagamento della prima mensilità che decorrerà dopo 6 mesi dalla stipula del contratto”. La casa municipale taorminese è giunta a questa conclusione sulla base di alcune considerazioni e tra queste il fatto che “i locali si trovano in stato di abbandono da molto tempo e prima di poter essere utilizzati necessiteranno di notevoli lavori di manutenzione (quantificati in almeno 6 mila 500 euro, a carico di chi vorrà prendere in affitto il bene)”.

Si punta ad affittare l’edificio con reimpiego poi dei relativi proventi che dovrà esclusivamente avvenire per finalità sociali.

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