Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

Dal consigliere Eugenio Raneri riceviamo e pubblichiamo la prosecuzione e, dunque, la parte finale del suo lungo ed articolato intervento sul Lodo Impregilo, da lui ribattezzato “L’altra verità”.

“Il contenzioso Impregilo, in corso, per la sua complessità merita i necessari chiarimenti, a distanza di circa 30 anni e senza documentazione risulta arduo esternare sulla materia; quando si pose il problema della transazione con il Commissario La Mattina (2007-2008) molta documentazione era sparita e recuperarla è stato compito arduo. Ripartendo dal contratto firmato il 28.12.1989, le fasi successive in pillole possono sintetizzarsi in tre periodi. La prima fase del rapporto novembre 1989 e settembre 1997. Emerge che il R.T.I. Impregilo ed altri, si rendevano inadempienti agli obblighi contrattuali; ritardando le indagini geognostiche e geotecniche a loro carico ai fini della redazione dei progetti costruttivi riconducibili alle migliorie presentate in sede di gara, tanto che la D. L. il 23.12.1992 ritenne necessaria la sospensione dei lavori. Supplite le deficienze del R.T.I. a seguito dell’intervento dell’Amministrazione (Bolognari) si rese necessario un mutamento delle previsioni contrattuali originarie con tre perizie di variante. In particolare la terza di variante generale. Quest’ultima fu approvata con Del. di G. M. n. 17 del 13.1.1994 per un importo di €. 74.159.060179, atto aggiuntivo del 9.3.1994 n. 165, con ripresa dei lavori avvenuta nel marzo 1994 e Del. G. M. n. 425 del 16.7.1996 di Approvazione ipotesi di accordo bonario ex art. 31 bis L. n. 109/94. Impregilo però continuava con richieste dilatorie e risarcitorie (riserve); tanto che Impregilo con atto di notifica del 8.8.1996 proponeva domanda di arbitrato, ai sensi dell’art. 32 della L. n. 109/94. (Nomina componente Avv. Lorenzo Acquarone Del. G. M. n. 497 del 28.8.1996 [1]).
(La domanda è poteva attivarsi la procedura dell’arbitrato? Personalmente credo di no, in quanto non era prevista nel capitolato). L’’istanza di ricorso al lodo arbitrale per definire le controversie sorte tra l’Amministrazione e il R.T.I. è stata richiesta da Impregilo con riferimento alla Legge Merloni n° 109/’94 art. 31bis che prevede la possibilità di risolvere il contenzioso anche in corso d’opera quando a seguito dell’iscrizione di riserve sui documenti contabili l’importo economico dell’opera possa variare in misura sostanziale e in ogni caso non inferiore al 10% dell’importo contrattuale. Con l’art. 32 della medesima Legge si prevede che la definizione delle controversie venga deferita ad un collegio arbitrale. Nella memoria aggiuntiva del del 26.4.2008 (Amministrazione Passalacqua) alla Suprema Corte di Cassazione, Sez. I^ Civile, i legali Avv. Giacobbe-Scuderi che difendono il comune, (questo dopo che si eerano trovate “molte carte comparse”) a pag. 2 scrivono: …”1.2. Per l’apprezzamento della dedotta nullità si deve partire dalla considerazione che il contratto, contenente la clausola compromissoria che ha dato origine al giudizio arbitrale di cui si tratta, è stato sottoscritto dalle parti il 28 dicembre 1989. Le parti in particolare, hanno concordato: a) nel contratto, all’articolo 15, che “…per quant’altro non previsto nel presente contratto le parti fanno riferimento al Capitolato Generale di Appalto per le opere di competenza del Ministero dei Lavori Pubblici approvato con D.P.R. 16/7/1962 n.1063…”; b) nel Capitolato Speciale di Appalto, all’articolo 30, che “…per la definizione di tutte le controversie che insorgessero fra l’ente appaltante e l’appaltatore si applicheranno la procedura e le norme di cui al Capo VI del capitolato generale di appalto e degli artt.23, 64, 107 del R.D. 25/5/1895 n°350…”, e segnatamente gli articoli da 42 a 51 (risoluzione in via amministrativa delle controversie e di arbitrato).
L’arbitrato ex DPR 1062/63 trovava applicazione “normativa” in Sicilia, ai sensi del richiamo contenuto nell’art. 9 legge reg. 26 maggio 1973 n° 21, e quindi non era derogabile la composizione qualificata del collegio arbitrale con 5 membri ex art. 45 del DPR medesimo.
Tuttavia, il giudizio arbitrale intervenuto tra le parti a seguito dell’istanza di arbitrato dell’8 agosto 1996, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 45 del D.P.R. 1063/62, è stato condotto sulla scorta delle previsioni di cui all’articolo 32 della Legge 109/94, da un Collegio composto da tre membri, mancanti delle qualifiche richieste dalla normativa di cui al Capitolato Generale” …
Non sono avvocato, ma mi sembra di capire che: il contenzioso si sarebbe potuto definire in via amministrativa secondo le previsioni del C.G.A. (Capitolato Generale di Appalto).
Per qualche chiarimento in più si possono consultare le 30 pagine della Sentenza emessa dalla Cassazione (R.G.N. 9224/2004, Cron. 14574, Rep. 5244, del 28.4.2010. Infatti e riprendendo, il lodo arbitrale emesso il 21/10/1997 fu estremamente penalizzante e devastante per il Comune, mentre furono quasi completamente accolte le richieste dell’Impresa. Il Comune impugnava il lodo innanzi la Corte di Appello di Messina in data 15 giugno 1998; la Corte di Appello con sentenza n. 323/04 del 4.8.2003 rigettava l’impugnazione e il Comune si vedeva costretto a ricorrere in Cassazione.
La seconda fase del rapporto contrattuale va dal 30.9.1995 al dicembre 2000.
Impregilo manteneva in questa fase un atteggiamento litigioso, forte della decisione arbitrale, sospendendo pure arbitrariamente i lavori al parcheggio Lumbi. L’Amministrazione con Del. di G. M. n. 403 del 18.8.1998 affidava all’Ing. Capo l’adozione dei provvedimenti previsti dagli artt. 27-28 del R. D. 25.5.1895 n. 350.; l’appaltatore con atto di citazione del 9.11.1998 ricorreva presso il Tribunale di Messina.
L’Amministrazione con Del. G. M. 11.3.1999 n. 54 provvedeva alla rescissione unilaterale del contratto. Dalla lettura degli atti sembra che in questo periodo inizia un dialogo transattivo formalizzato il 21.9.2000 a seguito di approvazione dello schema di transazione (Del. G. M. n. 102 del 19.4.2000) la transazione consisteva: rinuncia a spese risarcitorie riferite al periodo 30.9.1995 al 21.9.2000, il Comune si riservava azioni e diritti relativi al periodo 30.9.1995 e l’introduzione di varianti relativamente al collegamento con ascensori Lumbi con Via Fontana Vecchia da concordare con l’appaltatore ed altro; Atto aggiuntivo 27.12.2000 n. 636. La stipula dell’Atto di transazione 21/09/2000 che nella complessa articolazione prevedeva da un lato la rinuncia dell’Impresa a pretese risarcitorie per il periodo successivo al 30/09/1995, mentre il Comune si riservava tutte le azioni risarcitorie relative all’intero rapporto e quindi non limitate alla data del 30/09/1995 solo che tali azioni potevano esercitarsi, mi sembra di capire, al solo fine di paralizzare l’eventuale credito che dovesse scaturire in favore dell’Impresa a seguito della conclusione del giudizio di impugnazione del lodo”.

“La terza fase riguarda il periodo 27.12.2000 – ad oggi Impregilo continua con i soliti comportamenti, tanto che l’Amministrazione regionale titolare dei poteri di controllo e autorizzazione interviene sui certificati di pagamento. Impregilo con atto dichiaratorio del 30.5.2003 tenta di capovolgere la situazione che sfocia con atto di citazione del 31.3.2004, conseguentemente il Comune si costituiva in giudizio innanzi al Tribunale di Taormina; il giudice con Ordinanza del 19.10.2006 ha nominato un Collegio di consulenti. Ad oggi le cause in corso dovrebbero essere cinque. Per completezza di informazione il Collaudo tecnico-amministrativo predisposto dalla Commissione di Collaudo (non dalla Commissione di Gara), prot. n. 002807 del 25.2.2013, è stato approvato con Determina dirigenziale n. 182 del 8.11.2013 e la Giunta Municipale ne ha preso atto con Del. n. 71 del 11.11.2013.
Dal Collaudo si certifica di doversi procedere in danno dell’Impresa Imprepar-Impregilo per il recupero della somma di €. 39.341.528,00 oltre l’importo per le variazioni scaturenti dai conteggi revisionali quantificati in €. 6.287.391,91. L’importo complessivo ammonta ad €. 45.628.919,91.

“Il resto della storia verrà stabilito dai processi in corso. Il Comune come sempre si difenderà come hanno fatto e faranno le passate e future Amministrazioni, evidenziando che in nessun Atto pubblico ne vi sono pubbliche dichiarazioni rilasciate da politici che mettono in dubbio l’operato delle Amministrazioni che si sono succedute nel tempo.
La verità è meglio lasciarla scrivere agli storici se ne avranno voglia, tempo e se troveranno le carte per studiarle. Non potendo, in conclusione, non ricordare come è andata a finire la transazione tombale di €. 25.000.000 proposta dal commissario Dott. La Mattina ed Attori coinvolti, conclusasi con l’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2008. Processo in cui il Comune di Taormina si costituì parte civile (Amministrazione Passalacqua) e l’arch. Giovanni Gullotta, Giuseppe Composto ed io fummo chiamati a depositare in qualità di testi. Il più grosso appalto della storia del Comune di Taormina, svoltosi nello storico periodo di tangentopoli, con più acquisizioni da parte della Magistratura del procedimento di gara ed aggiudicazione, non ha trovato censure da parte dei Magistrati o emissione di atti giudiziari penali o provvedimenti di indagini preliminari nei confronti degli Amministratori che si sono succeduti nel tempo nella Città; tanto basta ed abbonda, i fatti e gli atti sono incontrovertibili e non certo frutto di sproloqui”.

[1] = da una ricerca web effettuata al tempo:
Epoca della nomina 1996 Del. G. M. n. 497/96.
ACQUARONE Lorenzo
Nato a VENTIMIGLIA (IMPERIA) il 25 febbraio 1931
Laurea in giurisprudenza; docente universitario; avvocato
Eletto con il sistema maggioritario nella circoscrizione X (LIGURIA)
Collegio: 5 – Genova – Varazze
Proclamato il 21 maggio 2001
Elezione convalidata il 9 maggio 2002
Già deputato nelle legislature XII, XIII
Già senatore nelle legislature X, XI
Cessato dal mandato parlamentare il 27 aprile 2006

Lorenzo Acquarone (Ventimiglia, 25 febbraio 1931) è un politico italiano.Laureato in giurisprudenza, avvocato e docente universitario. Iscritto alla Democrazia Cristiana, è stato senatore della Repubblica dal 1988 al 1994. Come esponente del Partito Popolare Italiano, è stato eletto alla Camera dei deputati per le successive tre legislature. Nel 2002 ha partecipato alla costituzione del nuovo soggetto politico denominato la Margherita, ma nel settembre 2003 ha deciso di lasciare il partito per aderire ai Popolari-UDEUR. Il suo reddito dichiarato nel 2004 lo pone al terzo posto nella classifica dei deputati più ricchi della Camera con 1.380.876 euro.

“In conclusione, il 28 marzo, se non erro, il primo incontro pubblico del prof. Mario Bolognari, candidato sindaco, sulla sua verità del lodo Impregilo”; nell’affrontare il tema della Commissione di gara affermava: “la gara d’appalto non era fatta con aggiudicazione al prezzo più basso, ma sulle migliorie tecniche…ma io ero d’accordo…c’era una commissione che doveva valutare le migliorie, io in quella commissione non c’ero…”, e “nella commissione c’erano anche persone politiche, non solo tecnici in questa commissione, anzi si sono liquidate belle parcelle, non a suo tempo ma ora, ora che si parla di debiti dei parcheggi, si sono liquidati la loro parcella come membri della commissione”…

A tale proposito come già chiarito (nella prima parte) ma è bene rimarcarlo: La gara di appalto, al fine di non perdere il finanziamento CIPE, si convenne che per la tempistica procedurale, non si poteva esperire l’”appalto concorso” e venne adottata la procedura di cui alla L. n. 584/1977, ai sensi dell’articolo 17 della L. n. 67/1988 (licitazione privata, importo a base d’asta £. 80.000.000.000 e £. 24.532.000.000 per somme a disposizione); le offerte ammesse alla licitazione dovevano essere esaminate da apposita commissione nominata dal Sindaco del comune appaltante e giudicate con le modalità previste dall’art. 24 lettera b) della L. n. 584/1977, nonché sui criteri di valutazione stabiliti nella lettera di invito. La stessa lettera invito stabiliva tra l’altro: lo svolgimento del procedimento di gara, le sedute pubbliche e non, le modalità di verbalizzazione e relativa graduatoria, l’aggiudicazione da parte del Sindaco, le condizioni di aggiudicazione per l’impresa vincitrice, e sempre con riferimento alla lettera d’invito, (previsione Parte V, lettera l), le spese per la celebrazione della gara erano poste a carico dell’aggiudicatario”, ecc.
Con Del. G. M. n. 157 del 10.2.1989 (Amministrazione Garipoli) venia approvato l’elenco delle Ditte che avevano fatto richiesta di ammissione e la lettera di invito.
Con provvedimento del Sindaco (Garipoli) del 13.1.1989, sentito il parere della G.M. nella seduta dell’11.1.1989, venne nominata una Commissione composta da esperti tecnici avente la funzione di esame tecnico delle offerte presentate, nelle persone:
1) Ing. Ugo Lupo, ispettore Tecnico Assessorato Regionale LL. PP.; 2) Ing. Tullio Martella, Ingegnere Capo Genio Civile di Enna; 3) Prof. Umberto di Cristina, Docente Universitario di Palermo, Componente del C.R.U.; 4) Prof. Vincenzo Ferro, Ordinario del Politecnico di Torino. Inoltre il Prof. Aldo Tigano, docente di Diritto Amministrativo Università di Messina, consulente del Comune”.

“Quindi, prof. Bolognari, nella Commissione non c’erano politici (come asserisce Lei, ma come per legge la Commissione veniva presieduta dal Sindaco. Il Sindaco (Garipoli) “in considerazione che doveva assentarsi dalla sede” con provvedimento del 14.1.1989 nominava l’Assessore ai Lavori Pubblici Rag. Eugenio Raneri “a presiedere la gara di licitazione privata per l’aggiudicazione dei lavori e a insediare l’apposita Commissione nominata”.
“In data 28.2.1989 e 11.3.1989, Verbali 1 e 2 dal Presidente di gara, vennero ammesse alla gara tutte le offerte pervenute. La Commissione Tecnica, presieduta dal delegato del Sindaco, con Verbali da 1 a 11 esaminò le offerte e con Verbale n. 12 del 13.4.1989 formulò la graduatoria delle offerte per come previsto dalla lettera invito.
Con Del. di G. M. n. 557 del 4.5.1989 (Amministrazione Garipoli) venne preso atto dei verbali di gara, dell’approvazione della graduatoria e dell’aggiudicazione al R.T.I. Cogefar ed altri. Il Presidente della Commissione, inoltre, in data 16.10.1990 prot. n. 9252 trasmetteva al Sindaco n. 7 parcelle, tutte intestate all’aggiudicatario Cogefar ed altri, per come previsto dalla lettera invito Parte V, lettera l, pag. 35 con gli importi calcolati in riferimento al Decreto Assessorato Regionale LL. PP. 6.3.1989 GURS 11.3.1989 n. 13 Parte I. (per completezza d’informazione il Sindaco fece formale richiesta all’Avvocatura Distrettuale di Messina la quale in data 12.8.1991 prot. n. 6966 come appresso si pronunciava: “…il pagamento degli onorari e competenze spettanti ai componenti della commissione nominata per l’esame dei progetti-offerta ……tali spese, devono ritenersi strettamente attinenti all’espletamento della procedura di aggiudicazione dell’appalto, e quindi il pagamento di esse grava sulla ditta aggiudicataria”. (Atti allegati alla Del. di C.C. n. 17 del 28.4.2008 in quanto scomparsi).
Il giudice istruttore del Tribunale di Taormina Dott. Ugo Scavuzzo, con Sentenza n. 22/08 del 16.1.2008, sulla causa n. 99/01 Ing. Martella Tullio componente esperto tecnico di gara, sovvertiva il parere dell’Avvocatura Distrettuale di Messina stabilendo che ai sensi della Legge n. 109/1994 (legge del lodo) art. 21 c. 8 “le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro economico tra le somme a disposizione dell’Amministrazione”; le Sentenze non si commentano”.

“Escudo che il prof. Bolognari abbia contezza degli atti del 2014, saranno stati i suoi spin doctor, in mala fede, a metter in moto “la macchina del fango”, ed è bene precisare che:
L’ing. Capo Arch. Gullotta Giovanni con determine dirigenziale n. 36 del 12.2.2013 prendeva atto della perizia di assestamento, redatta dalla D. L. Ingg. La Spada e Pivetta, riguardante il 1^ stralcio funzionale dei parcheggi a marzo 2011 sia per quanto riguardavano i lavori a misura che per le somme a disposizione. (le somme a disposizione riguardavano: espropriazioni, revisione prezzi, compensi per: progettazione, direzione lavori, ingegnere capo consulenti tecnici, consulenti amministrativi, per collaudi, schede FIO, responsabile del procedimento, imprevisti lavori appaltati e da appaltare dall’Amministrazione, ecc.).
Il Collaudo tecnico-amministrativo e la Relazione riservata, come già scritto, furono acquisite in data 25.2.2013 prot. n. 0002807, a qualche spin doctor ignorante, è sfuggita l’attività dell’Ing. Capo e sono sfuggite pure le determine adottate tra luglio e dicembre 2014 n. 112-141-171-182-185-198-200-201-203-204-205-206-207 con le quali si provvedeva a pagare gli oneri alla Commissione di collaudo amministrativo, i compensi all’Ing. Capo, le competenze tecniche di progettazione e direzione lavori, consulenze e pareri legali, etc”.

“Le determine citate sono consultabili dal link qui indicato: Notare la determina dirigenziale n. 202 del 11.12.2014, consultabile dal link appresso indicato e dove sono inclusi in allegato: la PEC di richiesta pagamento, parere ingegnere capo e direzione lavori, Equitalia e conto dedicato:

Conclusioni:
1) Prof. Bolognari sappia che Eugenio Raneri non si è liquidato niente, l’Ing. Capo ha liquidato al Sig. Raneri Eugenio la somma lorda di €. 49.579,86 per prestazioni delle mansioni di Presidente della Commissione di gara,
2) Prof. Bolognari sappia che la somma di € 49.579,86 trova necessaria copertura tra le somme a disposizione dell’Amministrazione del progetto di “Collegamento sotterraneo tra i versanti nord e sud del centro storico di Taormina e parcheggi sotterranei.”, giusto Ordinativo di Accreditamento n° 03 del 12/05/2014 e la somma non grava su alcun bilancio comunale.

Per completezza d’informazione: come risulta dal certificato delle somme soggette a ritenuta d’acconto, prot. n. 3747/LL.PP. del 6.3.2015 la ritenuta d’acconto operata dal Comune è stata di €. 9.915,97 e per come accertabile dalla denuncia dei redditi 2014 depositata al comune, con Modello 124 del 16.7.2015, in unica soluzione il saldo Irpef sul compenso è di €. 14.852,57, l’importo netto del compenso, dopo 24 anni, ammonta a €. 25.081,32.

Tanto si doveva alla “macchina del fango”. Riflessioni conclusive: Il più grosso e complesso appalto della storia del Comune di Taormina, svoltosi nel periodo di tangentopoli, con più acquisizioni da parte della Magistratura del procedimento di gara ed aggiudicazione, non ha trovato censure da parte dei Magistrati o emissione di atti giudiziari penali o provvedimenti di indagini preliminari nei confronti degli Amministratori che si sono succeduti nel tempo nella Città; tanto basta ed abbonda per tacere in religioso silenzio.
I fatti e gli “atti citati” sono incontrovertibili e non certo frutto di sproloqui.
Il PCI di Taormina è stato da sempre contrario all’attuale scelta progettuale dei parcheggi.
Nulla di personale contro il prof. Bolognari, ma meritava una risposta; ci divide l’ideologia.

“Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza”, diceva Socrate. 
Ho scritto sulla mia pagina Fb che quando si ha un carattere sincero e la coscienza pulita ci si può permettere di guardare la gente dritto negli occhi ed io lo posso fare; mai sfidare i buoni, perché la loro vendetta è la più crudele. Quanto scritto in “L’altra verità sul lodo Impregilo” non è vendetta, ma rispetto verso Amministratori scomparsi (Garipoli, Conti, Briguglio) e nei confronti di Amministratori viventi che hanno vissuto il periodo storico di riferimento come: prof. Longo, gli assessori Bonaventura, Carpita, Giardina, Intelisano, Papale, Raccuia e consiglieri di maggioranza ed opposizione che sarebbe lungo elencare ma possono testimoniare su quanto riportato; forse un giorno se ce ne sarà voglia, un confronto con i “vecchi” potrebbe essere utile per i giovani,, commentatori e tastieristi vari.
Per parte mia ringrazio il mio partito, il PSI di Taormina scomparso, i miei compagni/e di partito, i miei elettori e le mie elettrici che dal 1980 mi hanno consentito di essere amministratore e con il loro voto a rappresentarli; come nel 1993, per mia personale scelta, ho deciso di non candidarmi la stessa cosa ho fatto in questa competizione; qualcuno ha scritto che sono rimasto con il cerino in mano, posso rassicurarlo che offerte mi sono pervenute fino a qualche ora prima dalla presentazione delle liste, ho detto no, grazie”.

“Errori, nella mia attività amministrativa sicuramente ne ho fatti tanti, ma la politica l’ho intesa sempre come servizio e cosa impegnativa e seria. Non ho mai rubato o fatto politica per lucro; a qualunque sindaco sarebbe toccato quel compenso previsto dalla legge e che non grava sul bilancio comunale, il rischio l’ho corso io, e se da Impregilo avessi accettato un caffè sicuramente e con testimoni non avrei potuto assumere gli atteggiamenti difensivi per conto del Comune nel periodo della transazione e penso di essere stato abbastanza chiaro; sono stato costretto a chiarire e penso di averlo fatto con chiarezza.
I taorminesi tutti li posso guardare negli occhi; ritengo di aver scritto con comprensibilità e per quanto possibile con sinteticità su una questione complessa e sono sereno.
Posso garantirvi che per parte mia non è un addio ma un arrivederci, in politica nella mia Città, piaccia o meno sarò in qualche modo presente”. 

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