Mario Bolognari, sindaco di Taormina

Prosegue il dibattito politico sui debiti del Comune di Taormina, al cui proposito Mario Bolognari ha evidenziato in un comizio di aver ereditato a suo tempo “40 miliardi di lire di debiti, certificati, che furono persino riconosciuti dal Consiglio comunale”. Bolognari torna sulla questione e replica a Dino Papale, assessore negli Anni Ottanta della Giunta Garipoli.

“Caro direttore – spiega in una nota Bolognari -, a proposito della difesa d’ufficio dell’amico Dino Papale, che si appella ai buoni sentimenti, preciso che io non ho genericamente parlato di debiti, ma, alcuni di essi, li ho chiaramente indicati. Il caro Dino non ricorda male, ma semplicemente non era a conoscenza che il Comune di Taormina per anni non ha mai pagato l’acqua all’Ente Acquedotti siciliani, accumulando un debito di dieci miliardi di lire, che noi abbiamo pagato”.

“Il caro Dino non sapeva che diverse sentenze passate in giudicato avevano condannato il Comune di Taormina a pagare diversi miliardi di lire per espropri mai definiti, tra i quali la famiglia Ragusa e l’ing. Ferrara, che noi abbiamo pagato. L’amico Dino non sapeva che molti dei lavori che venivano effettuati sulla rete di illuminazione pubblica da parte della ditta che aveva l’appalto senza alcuna copertura finanziaria. Parecchi milioni di lire, che noi abbiamo pagato”.

“L’amico Dino non sapeva che un progetto per un parcheggio a Mazzarò, peraltro mai realizzato, non è stato mai pagato al progettista, che ha ottenuto una sentenza che ha condannato il Comune di Taormina a pagare una parcella milionaria, che noi abbiamo pagato. Ma la cosa veramente incredibile è che un elenco dettagliato di tutti i debiti che abbiamo dovuto pagare, grazie all’intervento dello Stato che ci ha consentito allora di contrarre un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, è stato da me reso noto più di venti anni fa, ma allora l’amico Dino non fece nulla”.

“Poiché parliamo di atti che al Comune esistono e possono essere consultati, prego tutti, prima di parlare, di documentarsi. Preciso, inoltre, che il problema dei debiti è stato da me sollevato per dimostrare che, qualora dovessi essere eletto sindaco della Città di Taormina, non sarebbe la prima volta che mi troverei di fronte a un problema finanziario di così grave portata”.

“Certamente – conclude Bolognari – non intendevo chiamare in causa, come l’amico Dino ha fatto, la memoria di amministratori del passato che, come tutti sanno, ho sempre rispettato”.

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