Dino Papale con il compianto sindaco Nicola Garipoli

L’avvocato Dino Papale, storico ex amministratore e più volte assessore della Città di Taormina, interviene in riferimento ad alcune dichiarazioni del candidato sindaco Mario Bolognari sui debiti del Comune. Papale fu assessore ai tempi dell’Amministrazione Garipoli, che secondo quanto evidenziato nelle scorse ore da Bolognari “ha lasciato 40 miliardi di lire di debiti, certificati, che furono persino riconosciuti dal Consiglio comunale”.

“Sono molto dispiaciuto per alcune affermazioni fatte nel comizio a Mazzeo da Mario Bolognari sui debiti del Comune di Taormina e sulle presunte responsabilità che sarebbero da ricondurre all’Amministrazione Garipoli. Di quella Giunta del sindaco Nicola Garipoli voglio ricordare con orgoglio che insieme anche ad Eugenio Raneri faceva parte anche il sottoscritto. Eugenio (Raneri, ndr) è certamente più preparato di me sul lodo Impregilo e saprà precisare lui, ma in ogni caso non ricordo che l’Amministrazione Garipoli abbia lasciato debiti e meno che mai 40 miliardi di vecchie lire. Lo escludo nella maniera più assoluta e categorica, non esistono cifre di queste proporzioni”.

“Attribuire all’Amministrazione Garipoli i debiti del Comune di Taormina mi sembra un errore di memoria, certamente in buona fede, da parte di Mario Bolognari. Sono stato assessore con il compianto sindaco e fraterno amico Nicola Garipoli e anche con Eugenio Longo e poi di nuovo con Garipoli, e credo che quelle siano state Amministrazioni virtuose tra le più apprezzate dai taorminesi. Ritengo che ancora adesso la gente di Taormina ricordi con forte apprezzamento, e con tanto affetto e nostalgia, quel periodo politico: non lo dico io ma tanti cittadini che definiscono ancora adesso l’Amministrazione Garipoli come la migliore o una delle migliori nella storia della città”.

“A quei tempi – aggiunge Papale – ero assessore all’Urbanistica e alla Nettezza Urbana ed anzi ci tengo con orgoglio ad evidenziare che mai come allora Taormina era all’avanguardia nella raccolta rifiuti. Con noi la spesa per il servizio non raggiungeva nemmeno i 2 miliardi di vecchie lire, compresi i 39 netturbini e 7 autisti. Avevamo un parco mezzi favoloso, che poi venne trasferito gratuitamente a Messinambiente. Prima di me la raccolta rifiuti iniziava alle 8 del mattino e a mezzogiorno c’era ancora caos per le strade e le attività di pulizia della città erano in corso di svolgimento. Con me il servizio iniziò alle 5 del mattino, io stesso uscivo di casa per andare ad assicurarmi che tutto venisse effettuato nel miglior modo possibile, e già alle 8 Taormina era già pulitissima e lavata quotidianamente anche subendo le lamentele di molti commercianti. I mezzi nuovi della nettezza urbana, lavacassonetti e autobotte, vennero tutti regalati al Comune dal mio amico assessore agli Enti Locali, il senatore Francesco Parisi e ci consentirono di rivoluzionare il settore. Achille Conti, a quel tempo presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Taormina, il 14 agosto 1985 mi chiamò mostrandomi una pagina del Tribune de Genève, autorevole quotidiano svizzero di lingua francese, che titolava “Taormina è più pulita di Ginevra”.

Papale infine si è anche soffermato sul Prg: “Nello stesso comizio è stato fatto anche un accenno alla mia persona in materia di Piano Regolatore Generale e sulla delibera del marzo 2004 ma anche qui occorre ristabilire la verità dei fatti. Già parecchi anni prima, nel 1989, il sottoscritto ha portato in Consiglio comunale lo schema di massima del Prg firmato dai progettisti e l’assemblea lo approvò e lo ha poi trasmesso alla Regione Siciliana. Altri, e certamente non io, dal 1989 a oggi hanno consentito a Taormina speculazioni a vantaggio di geometri e architetti. Lo schema da me a suo tempo portato in Consiglio comunale era senza alcun dubbio a salvaguardia e tutela del territorio di Taormina”.

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