Mario Bolognari candidato sindaco de "La Nostra Taormina"

Dura presa di posizione del candidato sindaco Mario Bolognari sui debiti del Comune di Taormina. L’antropologo, già sindaco di Taormina dal 1993 al 2002, nel corso del suo comizio a Mazzeo di domenica scorsa ha infatti inteso soffermarsi sul lodo Impregilo e sull’attuale situazione debitoria dell’ente locale al cui riguardo non vi sarebbero responsabilità del suo decennio amministrativo e che sarebbero invece da ricondurre – sempre secondo Bolognari – al periodo dell’allora Giunta Garipoli (Anni Ottanta). Bolognari, in particolare, va all’attacco di Eugenio Raneri, attuale consigliere comunale e a suo tempo assessore della Giunta Garipoli.

“Quando ho fatto il sindaco ho tagliato in tre anni 7 miliardi di lire, 3 milioni e mezzo di euro odierni, di spese correnti, la spesa cioè che cammina senza alcun controllo. Ed è una iniziativa che il segretario generale, gli impiegati e i dirigenti mi dicevano non fosse possibile attuare. Ma c’è di più, un qualcosa che nessuno si ricorda anche se io l’ho detto più volte. Eugenio Raneri lo conoscete? E’ uno che tanti anni fa ha fatto l’assessore e ora è consigliere comunale, sproloquia sui social, spiega. E’ una specie di professore di vita, di tutti i giorni, il quale ha detto: “Noi non abbiamo lasciato debiti”. E si riferiva cioè a lui, a Garipoli e a tutte le Amministrazioni precedenti alla mia. Non è così caro Eugenio: avete lasciato invece i 18 o 28 milioni di debiti del lodo Impregilo e quello lo si può vedere sulla nostra pagina Facebook. Avete lasciato 40 miliardi di lire di debiti, certificati, che furono persino riconosciuti dal Consiglio comunale. Si tratterebbe di 20 milioni di oggi, ovvero la stessa proporzione di cui parliamo oggi e la gravità di cui si parla adesso”.

“Noi, invece, a quel tempo non abbiamo spaventato i cittadini, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo utilizzato una legge dello Stato che consentiva di contrarre un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per abbattere i debiti, che andavano contrattati. C’erano 10 miliardi di lire di acqua non pagata dal Comune di Taormina all’Eas (Ente Acquedotto Siciliano). Abbiamo fatto una durissima trattativa e abbiamo abbattuto del 50% il debito, dopo di chè la legge nazionale ci ha consentito di fare il mutuo per pagare in tanti anni il debito stesso. E così anche con altre cifre, tra cui due espropri che non erano stati mai definiti: uno riguardava la realizzazione della piscina comunale (contenzioso Ferrara) ed un altro (contenzioso famiglia Ragusa) si riferiva ad un’opera a Trappitello. Entrambi questi espropri sono stati pagati ma la scorsa settimana ho chiesto l’elenco dei debiti e questi espropri risultano ancora tra i debiti. Quindi va fatta una verifica di cosa nell’elenco dei debiti è ancora realmente un debito e cosa è stato ancora pagato. Altrimenti siamo in presenza di una negligenza da parte degli amministratori di tutti questi anni”.

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