Nino Cacopardo

Colpito da ischemia cerebrale era giunto al Policlinico di Messina in condizioni critiche ma Antonino Cacopardo, stimato cuoco taorminese, non ce l’ha fatta. IX familiari hanno adesso deciso di donare i suoi organi. Antonino, Nino come lo chiamavano tutti, era arrivato in ospedale in condizioni gravissime, tempestivamente sottoposto con le moderne strategie di trattamento dello stroke. Alla fine, però, si è dovuto arrendere.

Nel dolore di una perdita che lascia un vuoto incolmabile, ai familiari è stato chiesto se fossero favorevoli alla proposta di donazione. La moglie Alfina e la figlia Simona non hanno esitato nell’acconsentire all’avvio della procedura per salvare altre persone.

Alfina e Simona (da sempre persone molto apprezzate nella comunità taorminese per il loro infaticabile impegno nel settore del commercio e per i loro valori umani), nel motivare questo nobile gesto, hanno richiamato l’altruismo e la generosità da sempre caratterizzanti il modo di essere e di vivere di Nino e che pertanto vanno considerati come valori in piena sintonia con l’opportunità di donazione degli organi.

I medici dell’U.O.C. di Anestesia e Rianimazione del Policlinico hanno quindi attivato la complessa macchina organizzativa che assicura, da un lato, il mantenimento del potenziale donatore e, dall’altro, l’identificazione dei pazienti riceventi compatibili. Nella stessa nottata l’équipe dell’Ismett di Palermo ha prelevato il fegato e i reni, mentre le cornee sono state prelevate dagli oculisti dell’U.O.C. di Oftalmologia della A.O.U. Policlinico e inviate alla Banca degli occhi nazionale.

L’esemplare gesto di Alfina e Simona ha salvato la vita a tre persone. Un ultimo atto d’amore verso il loro caro, una scelta di straordinaria umanità e di immenso cuore verso tre persone che così avranno un futuro grazie a Nino e a questo altruistico “sì”.

Ad Alfina e Simona, a e tutti i familiari di Nino Cacopardo, vanno le più sincere condoglianze dell’editore di BlogTaormina, Italo Mennella, e del direttore responsabile Emanuele Cammaroto. 

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