Taormina, Parcheggio Porta Catania
Taormina, Parcheggio Porta Catania

Arriva all’atto forse cruciale di una battaglia giudiziaria ultraventennale il lodo Impregilo, lo scontro tra il colosso internazionale Impregilo e il Comune di Taormina. La casa municipale ha infatti depositato due ricorsi presso la Corte Suprema di Cassazione a Roma per opporsi alla recente sentenza con cui la Corte d’Appello di Messina ha dato ragione ad Impregilo, riconoscendo il titolo alla stessa ad ottenere 15 milioni di euro dal forziere dell’ente locale.

Per questo l’Amministrazione comunale ha dato mandato ai propri legali di predisporre tutte le opportune azioni in opposizione a tale pronunciamento, che verranno affrontate dalla Cassazione. L’impresa milanese che ha realizzato a suo tempo il sistema di viabilità e parcheggi nella località ionica sta provando a stringere i tempi per ottenere quanto reclamato nei confronti del Comune e già il mese scorso si è presentato negli uffici di Palazzo dei Giurati.

L’ufficiale giudiziario per protocollare un’istanza di precetto da 28 milioni e 712 mila euro che comprende richiama gli effetti di un decreto ingiuntivo risalente ai primi Anni Duemila, diventato provvisoriamente esecutivo. L’obiettivo del Comune è duplice e la decisione di presentare presso la Cassazione due ricorsi si rifà sia alla necessità di chiedere alla Corte Suprema di stoppare gli effetti della sentenza della Corte d’Appello di Messina, ma al contempo il Comune di Taormina ora ha anche l’esigenza di bloccare l’esecuzione del’atto di precetto posto in essere dalla multinazionale delle costruzioni. Per questo, come accadde già otto anni fa, la Cassazione diventa nuovamente la sede “spartiacque” della lunghissima, estenuante e praticamente interminabile contesa tra Impregilo e il Comune. Il decreto in questione risale al 2007 e poi nel 2010 il Comune era riuscito a bloccarne gli effetti in sede di Cassazione con un ricorso allora accolto dalla Corte Suprema, che aveva stoppato la richiesta (in quel caso da 23 milioni di euro) e rimandato tutto ad un nuovo processo in sede di Corte d’Appello.

Come si ricorderà, Impregilo era riuscita a prevalere nei giudizi di primo e secondo grado, ed è arrivata a reclamare una somma che tra rivalutazioni varie tocca i 30 milioni e rischia di salire ulteriormente. Dalla parte opposta, il Comune ha formulato una richiesta di danni per 40 milioni sulla base dei conteggi del collaudo finale dei parcheggi. La vicenda rischia di andare avanti ancora per parecchio tempo, visto che il Comune ha relazionato nel piano di riequilibrio riformulato di recente che esistono ad oggi 7 procedimenti aperti con Impregilo.

Tra i procedimenti pendenti alcuni riguardano, tra l’altro, cause ormai datate riferite al periodo in cui era ancora in funzione la sede distaccata a Trappitello (chiusa nel 2013) del Tribunale di Messina. Un altro fronte è aperto presso il Tribunale di Palermo – sezione Imprese – Collaudo, dove il giudizio al momento è stato interrotto dal presidente della Sezione Imprese di Palermo con il braccio di ferro sui conteggi revisionali rielaborati dalla Commissione di collaudo. Lo scontro in Cassazione appare fondamentale anche perchè proprio nel piano di riequilibrio che il Comune ha da poco ripresentato al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti il Comune ha conteggiato un quantum dovuto ad Impregilo pari a 5 milioni di euro per sentenze già passate in giudicato, mentre Impregilo ora reclama 28 milioni.

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