il Comune revoca l'ordinanza sugli orari per il cucito e ricamo

Dietrofront del Comune di Taormina su un’ordinanza sindacale “anti-rumore” emessa il 23 novembre scorso nei confronti di una nota azienda di ricami che opera nel centro storico della Perla dello Ionio con due attività in Corso Umberto e Via Teatro Greco. Il Comune adesso ha rivalutato il caso ed ha fatto un passo indietro, annullando d’ufficio ed in via di autotutela l’ordinanza che interveniva nei confronti della ditta che si occupa della vendita al dettaglio di biancheria per la casa con ricami. L’ordinanza era scaturita da “diverse lamentele relative alla rumorosità dell’attrezzatura per la realizzazione dei ricami”.

Il Comune aveva disposto per entrambe le attività delle limitazioni orarie circa l’utilizzo delle macchine da cucire, nonché l’installazione di una vetrata a parete” volta ad attutirne il rumore e disponeva poi il divieto assoluto della permanenza del personale addetto all’attività lungo le aree di transito dei pedoni di entrambi gli esercizi. Il 23 gennaio 2018, la ditta ha fatto ricorso innanzi al Tar di Catania per l’annullamento di questa ordinanza. Ma l’ordinanza sindacale è stata ora ritenuta “illegittima perché adottata in carenza dei presupposti di legge” e mancante del requisito di eccezionalità” della situazione per la quale l’ordinanza è stata adottata”.

Inoltre, dai rilievi fonometrici svolti dall’Arpa Sicilia su istanza dell’Amministrazione comunale già il 21 giugno 2016 “è emerso che le immissioni di rumore prodotte dal negozio di Corso Umberto, dall’attività delle macchine da ricamo in uso era da ritenersi accettabile secondo la normativa acustica vigente”. Secondo Arpa Sicilia “nelle misurazioni di rumore effettuate all’interno dell’ambiente abitativo sito di misura, non risulta superato il valore limite differenziale di immissione previsto dalla legge per il periodo diurno”. Insomma, dai rilievi della autorità competente in materia di inquinamento acustico è emerso che non sussistono i presupposti per l’esercizio da parte del sindaco nemmeno dei poteri in materia di abbattimento delle emissioni sonore, in quanto non è stata rilevata la presenza di un fenomeno di inquinamento acustico, che, possa rappresentare una minaccia per la salute pubblica.

© Riproduzione Riservata

Commenti