Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

“Sono certo che la piscina comunale non rimarrà una cattedrale nel deserto. Lo sfratto del Cvsm? Su questa struttura il Comune di Taormina ha operato correttamente, come riconosciuto anche dal Tar di Catania”. Lo afferma il sindaco Eligio Giardina sulla piscina comunale di contrada Bongiovanni, sgomberata mercoledì scorso dalla gestione del Cvsm a seguito della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che ha dato ragione alla casa municipale nella battaglia legale contro l’ormai ex ente gestore.

“E’ stato fatto ciò che era giusto e doveroso fare da parte nostra – spiega Giardina -. Adesso sarà compito degli uffici comunali predisporre gli atti per indire una gara d’appalto finalizzata a far tornare la piscina comunale fruibile alla cittadinanza e a tutti gli sportivi di questo territorio. Credo che non ci sia altro da dire o da aggiungere in questa vicenda”.

Come si ricorderà, il Comune aveva chiesto il rilascio dell’immobile ritenendo scaduto nel marzo 2017 il contratto di gestione sottoscritto dalle parti nel 2008, mentre il Cvsm non ha abbandonato la piscina ritenendo che il contratto fosse ancora valido per altri 9 anni, quindi sino al marzo 2026. Il Tar di Catania, di recente, ha dichiarato nulla la clausula contrattuale concernente la possibilità di rinnovare il contratto, ed ha dichiarato l’avvenuta estinzione del contratto alla originaria prima scadenza, decretando nei confronti del Csvm il rilascio dei beni oggetto della convenzione. E, come detto, il rilascio dei locali è avvenuto il 17 maggio, con la contestuale rinuncia del Cvsm a fare ricorso al Cga di Palermo.

Mentre la contesa sulla gestione della piscina è chiusa, la vicenda potrebbe, comunque, avere qualche ulteriore strascico giudiziario. Il Corpo Volontario di Soccorso in Mare, pur avendo lasciato l’impianto natatorio, vuole chiedere un risarcimento danni richiamando proprio il fatto che sia stata dichiarata nulla la clausula del “rinnovo tacito”, in oggetto al bando di gara del 2004. L’ex ente gestore lamenta, infine, la perdita del finanziamento da 490 mila euro che era stato ottenuto dal Credito Sportivo per la riqualificazione dei campetti siti accanto alla piscina. Ma il Comune, a sua volta, starebbe valutando l’opportunità di un’azione legale per “occupazione senza titolo del bene” da parte dell’ormai ex ente gestore, a decorrere da quando venne chiesto il rilascio del bene già nel marzo 2017.

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