turisti cinesi in Italia

Non ha dubbi Federalberghi nel tracciare l’identikit del turista del futuro che potrà e dovrà rappresentare il mercato privilegiato tra i flussi stranieri in Italia.  Millennial, sempre connesso, con una capacità di spesa tra 1.200 e 1.600 euro al giorno solo per lo shopping, si muove in piccoli gruppi. È il nuovo turista cinese che viaggia in Europa. Ed è il profilo che gli albergatori italiani si stanno impegnando a intercettare. come evidenziato in un interessante approfondimento pubblicato da “L’Avvenire”. “Il mercato cinese è il mercato del futuro”, ha detto ieri Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, in apertura della 68esima assemblea nazionale dell’associazione, che si è tenuta a Porto Cervo, in Costa Smeralda. E che si è concentrata proprio sul Paese del Dragone, dalle grandi potenzialità a livello turistico.

Qualche numero, si legge nell’inchiesta de “L’Avvenire”: nel 2017 i turisti cinesi in giro per il mondo sono stati 129 milioni “e nei prossimi cinque anni si stima che raggiungeranno i 700 milioni – spiega Bocca – Allargando la lente, in Europa ne arrivano 12 milioni. Tra questi, 1,5 milioni l’anno visitano il nostro Paese ma solo 500mila atterrano direttamente nello stivale”. Eccolo subito uno dei principali problemi italiani: le infrastrutture carenti. Gli albergatori lamentano lo scarso numero di voli diretti, che sarebbero un ottimo incentivo. Gli altri driver sulla via dell’attrattività, li elenca Rodrigo Cipriani Foresio, managing director di Alibaba per il Sud Europa: “velocizzare le procedure per ottenere i visti e ottimizzare i metodi di pagamento”.

I cinesi sono abituati a pagare con il proprio cellulare. Per questo “Federalberghi è in trattativa con Alibaba per gestire i pagamenti con Alipay (la piattaforma di pagamento online lanciata da Alibaba, ndr)”. A breve l’accordo, poi “doteremo gli alberghi italiani di pos per pagamenti con i cellulari”, che supportino Alipay.Per rispondere alle aspettative del mercato cinese, “abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Enit per promuovere le bellezze italiane su Fliggy, piattaforma di viaggi online parte dell’ecosistema di Alibaba – ha aggiunto Cipriani Foresio – dà accesso agli oltre 500 milioni di consumatori attivi sulle piattaforme del gruppo, e propone 2 milioni di prodotti, tra biglietti aerei, hotel e pacchetti turistici da più di 100.000 partner”. Per l’anno in corso intanto le aspettative sono buone. “Guardiamo alla Cina senza dimenticarci dei mercati maturi”, prosegue Bocca. Come quello europeo e quello statunitense, interessati alle città d’arte. Al primo posto rimane l’Italia: “su cui concentriamo i nostri sforzi maggiori”.

Archiviati con successo i ponti del 25 aprile e primo maggio, ora il focus è sull’estate. Che sarà anche un banco di prova. Alcune delle mete che negli scorsi anni sono state abbandonate dai flussi turistici causa problemi di sicurezza dovuti al terrorismo – in primis l’Egitto – stanno rimontando. “Nel 2016 e 2017 abbiamo beneficiato dei problemi dei Paesi nostri concorrenti – puntualizza Bocca – dobbiamo vedere se siamo riusciti a consolidare i turisti che sono arrivati”. Intanto il numero uno degli albergatori si aspetta “una buona affluenza del turismo internazionale ma anche di quello italiano, che continua a rimanere nella Penisola”. E infatti nel 2017 i pernottamenti degli italiani sono cresciuti del 2,3%, del +3,7% quelli degli stranieri.Altro capitolo: questione shadow economy. Che per Federalberghi significa Airbnb. Nonostante la legge che obbliga gli host a pagare il 21% allo Stato di tasse, Bocca lamenta che “i portali continuano a non versarle. Ci auguriamo che il nuovo Governo possa riuscire laddove i precedenti hanno fallito: dare regole certe a questo settore” ha aggiunto. “Gli alberghi hanno una pressione fiscale del 70%. Almeno gli altri paghino il 21%”.

In ogni caso c’è ancora molto da fare per arrivare al tanto agognato boom dei cinesi in Sicilia. Da queste parti l’anno scorso sono arrivati appena 21.061 turisti cinesi. Ovvero: lo 0,00016%. Sedici ogni diecimila. Una goccia nell’oceano giallo. L’Isola, nel suo piccolissimo, cresce: +31,7% di arrivi e + 37,2 di presenze complessive (34.932, quindi con permanenza media di 1,65 giorni) rispetto al 2016. Micro-curiosità: Catania (ovvero l’Etna) batte Messina (ovvero Taormina) 6.355 a 4.978 nel derby fra le province più gettonate; al terzo posto Palermo con 4.978 arrivi nel 2017.

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