l'onorevole Angela Raffa (Movimento Cinque Stelle)

La deputata del Movimento Cinque Stelle Angela Raffa torna a soffermarsi sul caso delle assenze degli infermieri all’ospedale di Taormina, ed in particolare per quanto concerne il reparto di Pronto Soccorso. Proprio a seguito di una recente visita della parlamentare al “San Vincenzo” si era poi registrata una presa di posizione del Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche) che dissentiva dall’allarme lanciato dalla Raffa. Adesso l’on. Raffa, in una nota inviata a BlogTaormina, replica al sindacato degli infermieri.

“Apprendo di una polemica nata in seguito alla mia visita all’ospedale San Vincenzo di Taormina – afferma l’on. Raffa -. Quando ho deciso di recarmi al nosocomio senza darne comunicazione a nessuno, già immaginavo che qualcuno si sarebbe infastidito. In Italia un parlamentare va dove tutto è già stato pulito ed il personale ha ricevuto precise istruzioni su cosa dire. Dove ogni cosa, tra sorrisi e strette di mano, funziona alla perfezione, anche se solo per quelle poche ore. Infatti, quella mattina stessa ricevo una seccata telefonata dai piani alti dell’ospedale, e vengo rimbrottata su come sia “maleducato” recarsi in un luogo senza prima avvisare la direzione. In Italia, si sa, i potenti, meglio se sono il diretto superiore, trovano sempre qualcuno pronto ad accorrere in loro soccorso. Ora vengo attaccata da una nota abbastanza surreale e contente parecchie inesattezze, a firma del sindacato Nursind e del sig. Domenico Rotella, infermiere presso la struttura”.

“Contrariamente a quanto riportato, io non ho fatto riferimento ad assenze per malattia di infermieri o comunque non giustificate da ‘istituti di legge’. Ne mi sono mai sognata di suggerire il ricorso a straordinari obbligatori. Ribadisco come invece continuano a pervenirci segnalazioni di cittadini che lamentano una drammatica situazione al pronto soccorso di Taormina, con tempi di attesa insostenibili, nonostante il massimo impegno di medici ed infermieri presenti”.

Ha ben ragione Rotella a sostenere che non ci sia alcuna anomalia. Infatti è assolutamente normale che la sanità versi in uno stato così disastroso quando, anche i sindacalisti, trovano ‘normale’ che un reparto debba funzionare con il 30% di personale in meno rispetto a quello in pianta organica. Infatti delle 24 unità in dotazione al Pronto Soccorso, ben 8 erano assenti giustificati il giorno della nostra visita, e la caposala ci riferiva che spesso sono anche di più: siamo stati fortunati, quello era un giorno buono. Nessuno ha mai parlato di assenza per malattia, le stesse erano infatti dovute a motivi ben diversi tra loro. Capitolo a parte meritano quelle per permessi politici e sindacali (si vi erano anche queste tra le 8 riscontrate), anche se so bene che alcuni sindacati si ‘inquadrano a difesa’ quando si parla dell’argomento, quasi non si dovesse fare sapere di quest’altro piccolo diritto che spetta ad alcuni”.

“Riguardo alle possibili soluzioni da me avanzate, non voglio prendermi meriti che non sono miei – prosegue la deputata -. Con la convinzione che il solo lamentarsi non serva a niente, cerco sempre di guardare al come poter migliorare le cose. In questo caso mi sono limitata a dare voce ad alcuni suggerimenti ricevuti dal personale che ho incontrato. Ho trovato particolarmente sensata e di semplice realizzazione, la proposta di alcuni colleghi del sig. Rotella di realizzare una lista di reperibilità volontaria, pronta disponibilità, da cui attingere, retribuendo questi infermieri con compenso straordinario. Quindi non il ricorso ad alcuna forma di obbligatorietà, ma una lista di reperibilità, la cui adesione sia su base volontaria e le cui prestazioni vengano poi retribuite come straordinario. La posizione del Movimento 5 Stelle in tema di sanità è sempre stata di forte opposizione ai tagli, e molto critica, con le scelte degli ultimi governi regionali, di cui noi purtroppo eravamo, e siamo, all’opposizione. Fa bene quindi il sindacato a chiedere nuove leggi, una revisione delle piante organiche, un intervento dell’assessore regionale. Nell’attesa però, l’idea di cui mi sono fatta portavoce, seppur provvisoria, ha il vantaggio di essere una soluzione realizzabile immediatamente: purtroppo i pazienti e chi opera nella struttura, non può aspettare i tempi della politica, e della burocrazia, per ammalarsi o per salvare la vita di un grave codice rosso”.

“Infine – aggiunge l’on. Raffa -, preferisco non commentare laddove si insinua che io sia una ignorante che non conosce l’attuale normativa. A chi giova la lamentela, la rivendicazione, la polemica continua? Non dovrebbe essere interesse di tutti tenere alta l’attenzione sulla situazione dell’ospedale San Vincenzo per migliorarne gli standard qualitativi? Perché in questo paese non si riesce a mettere da parte la difesa di categoria del proprio orticello, per cercare di fare qualcosa per il bene di tutti?”.

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