l'ospedale San Vincenzo di Taormina

“All’ospedale di Taormina non c’è alcuna assenza anomala di infermieri, le assenze sono equiparabili a quelle di una qualsiasi altra Asp siciliana, sono dovute a istituti di legge e di contratto inalienabili. Anzi, le malattie sono il più delle volte evitate: si viene a lavorare anche lievemente o mediamente ammalati e si resta a casa quando davvero non ce la facciamo più”. Lo afferma in una nota il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che interviene così dopo la visita della parlamentare 5 Stelle Angela Raffa all’ospedale di Taormina, in occasione della quale la deputata aveva parlato di “numerose assenze del personale infermieristico che, ancorché giustificate, mettono in ginocchio l’intero reparto di Pronto Soccorso”.

Il Nursind, rappresentato da Domenico Rotella, spiega che “la condizione riguardante il personale del pronto soccorso di Taormina sarebbe comunque drammatica anche con la totalità dei dipendenti presenti. Il personale infermieristico gestisce costantemente tre sale di cui una dedicata ai codici rossi per cui è previsto, per tutto il tempo del transito del paziente, la presenza di un infermiere, e anche un’osservazione breve intensiva di quattro posti che comportano in buona sostanza l’assistenza a quattro pazienti ricoverati. L’infermiere di triage addetto all’attribuzione dei codici di priorità in teoria non si dovrebbe allontanare dalla postazione”.

Il Nursind sostiene quindi che “si dovrebbe piuttosto focalizzare l’attenzione sulla gestione del personale che non tiene conto di oculate assegnazioni né della motivazione economica e morale da rendere al personale del pronto soccorso. La deputata del movimento 5 stelle cita come soluzione lo svolgimento di turni di straordinario del personale. Di certo non conosce la norma contrattuale che definisce lo straordinario come mezzo non utilizzabile per la copertura delle usuali e prevedibili esigenze di servizio, stante il fatto, anche, che sul personale gravano già da adesso turni di servizio di reperibilità usati per il trasporto dei pazienti presso altri presidi”. Quindi il Nursind conclude: “l’amministrazione da sempre prima accetta piante organiche al limite numerico dell’utilizzo e poi contesta ogni fruizione di istituti contrattuali dovuti per legge ai lavoratori”.

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