Taormina, sede delle Francescane Missionarie di Maria
Taormina, sede delle Francescane Missionarie di Maria

“Ho espresso parere contrario all’attuale bozza di contratto con le Suore Francescane perché ritengo che ci sia il rischio di un danno erariale per il Comune. Non esiste nessun ostracismo da parte mia sull’atto. Avevamo fatto delle richieste a tutela del Comune che al momento, purtroppo, non sono state accettate”. Lo afferma il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, Massimo Puglisi, che così spiega il parere negativo dato allo schema di contratto tra la casa municipale e l’Istituto religioso delle Suore Francescane Missionarie di Maria per la sottoscrizione formale dell’intesa che porterebbe all’atteso trasferimento delle scuole elementari di Taormina nel plesso di Via Pirandello. Come ormai è noto, le Suore hanno chiesto l’inserimento nel contratto di locazione dell’immobile di una clausula che consenta l’eventuale uscita dal contratto dopo 4 dei 6 anni pattuiti: una richiesta alla quale il Comune ha opposto la controproposta di inserimento di una penale in oggetto ai lavori di adeguamento dei locali che il Comune di Taormina dovrebbe effettuare. Ora Puglisi motiva il suo parere e spiega la situazione, che sembra volgere verso la definitiva “fumata nera” tra le parti.

“Tengo a precisare ed evidenziare che c’è sempre stata sin dal primo momento, e rimane ancora adesso, la massima disponibilità da parte mia alla ratifica di questo accordo, di cui è ben chiara l’importanza che riveste nel contesto sociale e culturale della città – dichiara Puglisi -. Nel corso delle trattative le Suore ci avevano rappresentato la loro richiesta di una soluzione alternativa in grado di dirimere la problematica dell’Imu, e abbiamo raggiunto un accordo sulla formula dell’usufrutto. Siamo andati dal notaio e gli atti sono stati predisposti e trasmessi a Roma. Tuttavia questa ulteriore clausula di rescissione dopo 4 anni fa venire meno i presupposti essenziali per il contratto e mette in difficoltà il Comune”. “Il rischio è quello di andare incontro ad una spesa per il Comune di Taormina pari a circa 80 mila euro, tra i lavori e gli oneri vari da affrontare, tenendo conto che occorrono 25 mila euro per il rogito, le spese inoltre per il notaio e circa 10 mila euro per la certificazione sismica e le relative verifiche del plesso, per poi magari trovarci di fronte ad una rescissione unilaterale del contratto. Ad oggi non disponiamo nemmeno delle chiavi del bene, poiché il possesso ci verrebbe dato soltanto alla firma del rogito. Io cerco soltanto di tutelare l’ente locale”.

Puglisi apre, comunque, ad una possibile modifica in extremis del suo parere e spiega quale potrebbe essere la soluzione per la svolta: “Potrei rivedere il mio parere, se le Suore daranno il placet al Comune di Taormina per consegnarci in anticipo i locali al fine di effettuare le verifiche sismiche nel plesso e se in caso di recesso anticipato per gli ultimi 6 mesi non dovesse esserci l’onere di pagare il canone”.

Adesso è ormai una corsa contro il tempo: il termine ultimo dato dalle Suore al Comune per la firma del contratto, come confermato anche dall’ing. Puglisi, è l’8 maggio. Martedì è il giorno in cui, insomma, verrà scritta la parola finale alla vicenda. Dentro o fuori, il momento della verità incombe. Il sindaco Eligio Giardina potrebbe comunque firmare in extremis l’atto.

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