Antonella Garipoli, candidato sindaco di "Taormina Perla dello Ionio"

“Ero pronta a starmene in disparte e non avevo nessuna pretesa di candidatura, poi giovedì sono stata chiamata all’unanimità dalla mia aggregazione a questa sfida e adesso la affronterò con grande determinazione e tante motivazioni”. Così Antonella Garipoli lancia la sua scalata alla sindacatura dopo l’investitura ufficiale della coalizione “Taormina Perla dello Ionio”. Una nomination a sorpresa per ammissione proprio della figlia del compianto sindaco Nicola Garipoli, che torna in campo cinque anni dopo l’esperienza da assessore nella Giunta Passalacqua.

“Gli eventi di questi giorni li conosciamo tutti – afferma Antonella Garipoli -. Mi fa molto piacere che tutta la mia aggregazione abbia indicato la mia persona, è una responsabilità ma anche un grande stimolo. In questa investitura mi è stato detto dagli alleati ed amici che sono una persona affidabile e questa dote me la riconosco perché da sempre cerco di essere così. Mi sono fatta coinvolgere e ora so che mi attende un impegno di straordinaria importanza. Mi confronterò con persone degne di tutto rispetto, come Mario Bolognari che è un politico di lungo corso ed Eddy Tronchet che anche lui è un’ottima persona. Mi auguro che sia una campagna elettorale improntata sul confronto, sui temi e su quello che c’è da fare per Taormina, con un confronto democratico”.

“All’interno della mia aggregazione – continua Garipoli – ci sono tanti ragazzi e questa è la base di partenza essenziale per affrontare un momento negativo per l’Italia e per Taormina. Questi giovani motivati ed appassionati di nuovo alla politica sono un elemento nuovo che mi fa ben sperare. Ho accettato anche per questo. Ci sono le condizioni per fare una buona squadra di governo, ne sono convinta e non ho dubbi”.

“Comprendo le parole di Mauro Passalacqua. E’ una persona amareggiata per come si è conclusa la sua sindacatura, e lo comprendo perché lo sono ancora pure io per quel periodo di Amministrazione che è stata sofferta e tormentata, per alcuni aspetti quasi martoriata. Ora però c’è questa sfida e la prima cosa che voglio fare è andare a parlare con la gente e spiegare cosa vorrei fare per la mia città se verrò eletta sindaco”.

E la Garipoli avrà due motivi in più nella sua partita elettorale per Palazzo dei Giurati: il cognome “pesante” del padre, un sindaco amato e stimato come pochi altri a Taormina e ancora adesso ricordato con nostalgia da tanti taorminesi, e poi c’è la storia tutta al maschile di una città che non ha mai eletto sindaco una donna: “Due motivi in più sicuramente per me. E devo anche rivelare un’altra particolarità: questa mia candidatura arriva alla stessa età (60 anni) in cui venne eletto mio padre per il suo ultimo mandato di sindaco”.

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