il primario del Pronto Soccorso, dott. Mauro Passalacqua

“So di aver deluso gli amici che credevano in me, ho fatto una scelta sofferta ma meditata. Sia chiaro che non scappo da niente e da nessuno ma in questo momento, purtroppo, vedo ovunque soltanto una caccia generale, sfrenata, alle poltrone e non ci sono le condizioni essenziali per un buon governo della città”. Così Mauro Passalacqua spiega il suo passo indietro, la decisione di rinunciare ad una candidatura a sindaco che sembrava ormai certa e ha rimesso in discussione l’intero quadro politico cittadino.

“Credo che la mia scelta sia stata l’unica possibile – spiega Passalacqua -. Il problema è di tutto il panorama politico attuale, quindi le mie riflessioni vanno oltre l’aggregazione alla quale avevo aderito. In questa città molti esponenti politici si sentono auto-eletti e si sono proclamati candidati a sindaco, dando luogo ad una competizione personale che esula dal dare, invece, priorità ai problemi veri di Taormina. Io non mi ero candidato da solo, c’era un gruppo e la gente che mi aveva chiesto di mettermi a disposizione della città”.

“Per me – continua Passalacqua – è stato un periodo di grande stress, per il lavoro di ogni giorno in reparto (al Pronto Soccorso di Taormina, di cui è primario, ndr) e poi le riunioni politiche. Io non ho mai cercato posti e sedie e avevo messo la mia esperienza a disposizione di tutti. Ho capito però che ci sarebbe stata una enorme difficoltà a governare. Avrei potuto vincere e avvertivo la sensazione forte di potercela fare ma che senso avrebbe avuto senza poi aver modo di governare bene Taormina? Ho già fatto questa esperienza nel 2008 e nei cinque anni da sindaco, ma stavolta sarebbe stata ancora più difficile. Vedo un clima politico di “follia generalizzata”. Chi ama Taormina come dice doveva e dovrebbe fare un passo indietro e fare scelte condivise e invece nessuno vuole arretrare”.

“E’ vero, avevo iniziato in precedenza un percorso politico che, ad un certo punto, mi aveva visto dialogare con Mario Bolognari ma il mio gruppo ha fatto delle valutazioni e su quel quel percorso ha scelto di non starci, anche perché c’era un candidato già scelto in partenza. Stimo Mario Bolognari ma credo che anche lui potrebbe avere delle difficoltà in caso di successo, sempre per il discorso delle alleanze. Ad ogni modo, dopo quell’ipotesi iniziale, con il mio gruppo abbiamo intrapreso un’altra strada, che è quella di queste settimane. Mi ero messo a disposizione della città ma alla fine ho fatto la scelta che credo sia la più giusta, sul piano personale ancor prima che su quello politico”.

“Dispiace assistere a questa competizione sfrenata, fatta in tutti i vari schieramenti in campo, di personalismi per le candidature e per garantirsi le posizioni. Chi ha a cuore doveva pensare alle idee, ai progetti e alle soluzioni da proporre per il paese, fare sintesi e non invece ad anteporre la propria persona a tutto il resto. Io non cerco poltrone e questo tipo di ambizioni personalistiche non mi appartengono. Ribadisco il dispiacere per quelli che mi avevano sostenuto, nell’aggregazione che si era formata c’erano amici che hanno creduto in me, so di averli delusi e ne sono consapevole ma in questo momento in città non ci sono i presupposti essenziali per amministrare Taormina come merita. Prevedo una campagna elettorale dura e cattiva. C’è una situazione credo senza precedenti di “macelleria” politica e spero che il clima si vada rasserenando. Auguro il meglio alla mia città e ai miei concittadini, anche se non più da candidato sindaco rimango comunque a disposizione della mia comunità”.

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