Tassa di soggiorno

Prosegue l’azione del Comune di Taormina finalizzata al recupero delle somme non versate al momento nel forziere di Palazzo dei Giurati da alcune strutture turistico-ricettive della città per quanto concerne l’imposta di soggiorno. La casa municipale sta notificando diverse intimazioni di pagamento e si tratterebbe di un’attività volta a far rientrare nelle casse dell’ente locale circa 600 mila euro (comprensivi del periodo 2013-2017). Oltre 60 avvisi hanno già riguardato le annualità 2015 e 2016, per i relativi residui non versati al Comune, e l’attenzione è anche rivolta anche all’anno appena trascorso.

Sulla questione ci sarebbero alcune strutture che restano morose ma anche il segnale di alcuni operatori economici che hanno deciso di procedere ai relativi pagamenti. Sarebbero pertanto rientrati nelle casse di Palazzo dei Giurati circa 200 mila euro ed altre somme potrebbero essere recuperate nelle prossime settimane. Nelle intimazioni di pagamento inviate a coloro che risultano al momento morosi, il Comune ha notificato ai destinatari che “si rappresenta come la giurisprudenza – Tribunale di Firenze, 2 febbraio 2016 n.241 – ha stabilito che risponde del reato di cui all’art.314” l’azienda che “dopo aver riscosso la tassa di soggiorno dagli ospiti della struttura ne ometta il versamento all’Autorità comunale”.

I flussi economici sin qui mancati all’appello sono significativi e rappresentano, insomma, una porzione non indifferente nel contesto di una tassa turistica che fa registrare un incasso importante per il Comune. Basti pensare che il Comune nel 2016 e 2017 ha conteggiato un incasso complessivo pari a circa 2 milioni 700 mila euro all’anno di proventi dell’imposta di soggiorno. Nel dettaglio sono stati riscontrati 231 mila euro non versati nel 2017, 440 mila 820 euro dell’anno 2016, 7 mila 418 euro riferiti al 2013, 24 mila 630 euro per il 2014 e 146 mila 735 euro per il 2015.

Ad auspicare una svolta è anche Federalberghi che a più riprese ha lamentato “la concorrenza sleale verso il settore alberghiero ed extra-alberghiero di alcune attività che non sono in regola e danneggiano il turismo di Taormina”.

Sui casi di mancato pagamenti dell’imposta di soggiorno sono in corso mirati accertamenti da parte della Guardia di Finanza di Taormina, che sta monitorando con la massima attenzione la situazione ed ha già richiesto al Comune la trasmissione di un elenco aggiornato di tutte le attività ricettive presenti nel territorio di Taormina e quindi il quadro complessivo dei relativi pagamenti.

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