Antonio D'Aveni e Pinuccio Composto

E’ caos sull’avvenuto conferimento da parte del Comune alla Fondazione TaoArte del palazzo dell’ex pretura. La vicenda rischia di arrivare a dei clamorosi riflessi post-elettorali, a seconda di quale sarà l’esito delle prossime elezioni del 10 giugno. Il Civico consesso ha fatto la sua scelta qualche giorno fa con relativa votazione in favore dell’ex pretura (comodato d’uso per 20 anni) e con la contestuale bocciatura dell’emendamento con cui i consiglieri di opposizione Graziella Longo, Alessandra Caltabiano, Piero Benigni e Carmelo Valentino avevano invece proposto il conferimento dell’ex Circolo del Forestiero con la concessione trentennale in comodato d’uso gratuito.

I consiglieri di opposizione hanno contestato che tale assegnazione non potesse avvenire, poichè sull’ex pretura vi era “il parere negativo di regolarità tecnica da parte del responsabile dell’area territorio, in quanto l’immobile dell’ex Pretura è gravato da un vincolo di destinazione (è stato riqualificato con Un milione e 500 mila euro di fondi regionali per adibirlo a Museo diffuso per le Arti e la Cultura contemporanea) che non ne permette la trasferibilità a soggetti terzi”. Ora sulla questione intervengono i consiglieri che hanno conferito l’ex pretura a TaoArte e vanno al contrattacco in particolare il presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni ed il capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto.

“Non si comprende a due anni di distanza il cambio di posizione dei consiglieri del Pd, Longo, Valentino, Benigni – affermano D’Aveni e Composto – che il 19 aprile 2016 proposero invece un emendamento su TaoArte nel quale si individuavano la Badia Vecchia e l’Ex pretura quali beni da conferire per la costituenda Fondazione, con relativo parere allora positivo degli uffici. Abbiamo allora bocciato quell’emendamento perchè in quel momento vi era in essere la prima stesura dello statuto che non a caso definivamo “palermocentrico”. Undici consiglieri comunali abbiamo preso un impegno con la Regione che avremmo votato lo statuto soltanto in caso di modifiche e ritenendo che dovesse essere garantita la centralità di Taormina e la presidenza della Fondazione al sindaco pro-tempore. E allora appare strano che nel 2016 l’ex pretura andasse bene e ora no”.

“Viene da pensare che forse siccome, nel frattempo, lo scorso novembre è cambiato il vento a Palermo – continuano D’Aveni e Composto -, allo stesso modo è cambiata anche la posizione dei consiglieri su TaoArte. Alla Regione si è passati da un governo di centrosinistra a uno di centrodestra, e allora magari c’è adesso un’interpretazione strumentale dei fatti sulla Fondazione. Noi abbiamo preso un impegno morale con la città, con la Regione e con i dipendenti e lo abbiamo rispettato, altri forse auspicavano ora che su TaoArte vi fosse nulla di fatto. Gli undici consiglieri che ci siamo opposti allo Statuto palermocentrico siamo stati D’Aveni, Composto, Vittorio Sabato, Franco Pizzolo, Carmlo Leonardi, Rosy Sterrantino, Liliana Tona, Eugenio Raneri, Nunzio Corvaia, Nino Moschella e Salvo Brocato, con gli ultimi due che però in questo recente caso sono risultati assente ed astenuto”.

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