il Teatro Antico di Taormina visto dall'alto

Il Comune di Taormina rompe gli indugi sui proventi del Teatro Antico e passa alle vie legali nei confronti della Regione per il mancato versamento delle somme spettanti all’ente locale a partire dal secondo semestre 2014. Il sindaco Eligio Giardina, d’intesa con la Giunta, ha deciso infatti di dare mandato ad un legale per procedere contro l’assessorato regionale ai Beni Culturali. Sale la tensione e si fa, dunque, rovente il clima tra Taormina e Palermo.

L’iniziativa del Comune di Taormina arriva dopo lo scontro ormai iniziato su Palazzo Ciampoli, dove lo scorso autunno la gestione dell’immobile è stata affidata proprio alla casa municipale con apposita convenzione dell’allora Governo Crocetta ma le chiavi del palazzo di fatto non sono mai state consegnate alla Giunta Giardina. Cinque milioni 770 mila 632,81 euro è l’esorbitante cifra che al momento mancherebbe nel forziere di Palazzo dei Giurati per i proventi del biglietto di ingresso al Teatro Antico, che per il 30% spetterebbero al Comune ma che la Regione da ormai quattro anni trattiene invece nel forziere di Palermo.

A più riprese si era andati ad un passo dallo scontro ma adesso il sindaco ha deciso di formalizzare un’azione verso la Regione, ritenuta inadempiente sul Teatro Antico. Ad oggi Taormina non ha più visto entrare nel proprio bilancio dal giugno 2014 in poi nemmeno un euro. La contesa al momento riguarda intanto, nello specifico, il secondo semestre 2014 e tutto il 2015. Si tratta nello specifico di 706 mila 117,20 euro per il secondo semestre 2014, Un milione 401 mila 368,70 euro per l’anno 2015 (di cui Un milione 372 mila 511,40 per il Teatro Antico, 25 mila 857,30 euro per Isola Bella e Vlla Caronia), Un milione 745 mila 345,31 euro per il 2016 (Un milione 702 mila 731,21 euro per il Teatro Antico, 42 mila 614,10 euro per Isola Bella e Villa Caronia) e Un milione 917 mila 801,60 euro per il 2017 (di cui Un milione 858 mila mila 956 euro per il Teatro Antico e 58 mila 845,60 euro per Isola Bella e Villa Caronia).

Anche nella seduta di Consiglio comunale di giovedì scorso, il sindaco Giardina aveva evidenziato le difficoltà del Comune ad affrontare la manutenzione dei beni culturali locali, in assenza dei proventi del Teatro Antico. Giardina ha richiamato le difficoltà, ad esempio, a far fronte all’impegno economico che occorre per la sistemazione di Palazzo Corvaja, bene comunale sul quale in questi giorni la Soprintendenza ha deciso inibirne l’utilizzo a salvaguardia della pubblica incolumità. Una problematica rimarcata, nella stessa occasione, dai banchi dell’opposizione dal capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto. A nulla sono serviti i solleciti della Giunta taorminese che aveva chiesto, anche nel corso di contatti avvenuti direttamente a Palermo, l’assessorato ai Beni Culturali ad ottemperare ai pagamenti reclamati sul Teatro Antico. Ora si sta concretizzando l’azione ingiuntiva da parte del Comune, al quale la Regione potrebbe rispondere con la possibile revoca della convenzione che lo scorso anno, come detto, ha affidato all’ente locale la gestione di Palazzo Ciampoli, poi rimasto chiuso e inutilizzato.

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