riprende il tormentone del nuovo regolamento dei suoli a Taormina

Si avvicinano le elezioni amministrative e a Taormina, come ampiamente preventivabile, il nuovo regolamento dei suoli pubblici è stato ormai chiuso dalla politica locale, a doppia mandata, in un cassetto, praticamente smaterializzato. L’esigenza prioritaria ora è quella di non creare malumori tra i cittadini (elettori) e allora la discussione è stata messa da parte, con una silenziosa e scaltra nonchalance, perché altrimenti si rischia di scatenare un putiferio in vista delle Comunali del 10 giugno, con il relativo rischio di perdere voti decisivi per la corsa al nuovo governo della città. Un avvio di discussione in commissione consiliare nei mesi scorsi e poi nulla più. Tutti tacitamente d’accordo, insomma, da una parte e dall’altra, sulla volontà di non farsi male e tenere l’argomento, ancora una volta, a debita distanza dalla discussione in Consiglio comunale e rimandarlo alla prossima legislatura. Un pò come nel calcio quando il pareggio va bene da tutte e due le parti e ci si concede il “biscotto” per non danneggiare nessuno.

In effetti, la questione a Taormina è già arrivata al record (di cui c’è poco da andare fieri) della terza o quarta legislatura consecutiva in cui la politica tira il freno a meno e preferisce non mettere mano alla “patata bollente” dei suoli pubblici per non rischiare di restare con il “cerino” del dissenso popolare in mano. Poco o nulla importa se per adesso Taormina resta, sul piano commerciale, una sorta di giungla dove parecchie attività hanno concessioni di suolo pubblico che rendono la superficie esterna di gran lunga superiore a quella interna, poco o nulla conta se a distanza di un niente si riscontrano esercizi commerciali della stesa tipologia che si danno “battaglia” per la clientela. Proseguirà, quindi, pure nei prossimi mesi e forse per altri anni la deregulation che rappresenta un handicap per la vivibilità di Taormina (dove spesso strade, viuzze e marciapiedi sono invasi da tavolini, sedie e ombrelloni) ed un potenziale problema anche per l’ordine pubblico. Nemmeno l’episodio eclatante della rissa di un anno fa sembra aver convinto la politica taorminese a mettere mano ai suoli pubblici e riformarne i criteri di assegnazione. Prima i voti e poi (chissà quando) i regolamenti: il messaggio è forte e chiaro.

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